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La crisi umanitaria e sociale in Libia e la condizione dei migranti

Tunisi, 23/11/2017 


A Tunisi il 4° meeting del gruppo di lavoro libico organizzato dal Sovrano Ordine di Malta e Forward Thinking

Il quarto incontro del gruppo di lavoro libico, istituito nel 2015 dal Sovrano Ordine di Malta e il think tank britannico Forward Thinking, si è svolto a Tunisi il 21 e il 22 novembre. Analogamente alle precedenti riunioni – tenutesi a Roma nel 2015, nel 2016 e all’inizio di quest’anno – l’incontro a Tunisi si è concentrato in particolare sulle sfide principali viste da una prospettiva libica. Le migrazioni irregolari, l’instabilità politica, la violazione dei diritti umani e le condizioni di permanenza nei centri di detenzione, una corruzione sempre crescente, il traffico di essere umani e il contrabbando di merci, sono stati alcuni dei temi al centro dei colloqui.

Affrontata anche la questione della formazione delle autorità locali, la cooperazione con i paesi confinanti al Sud, e la diffusione di epidemie a causa delle cattive condizioni igieniche in molte parti del paese.

Rappresentanti delle istituzioni libiche, come l’Alto Consiglio di Stato e il Ministero degli Affari Esteri, attori regionali come l’Unione del Maghreb Arabo, rappresentanti di organizzazioni internazionali – tra cui l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), la Missione ONU in Libia (UNSMIL), l’Ufficio per gli affari umanitari Onu (OCHA)- e dell’Unione Europea, insieme ad accademici e legali, hanno partecipato a un approfondito dibattito sulle principali sfide che il paese nord africano sta affrontando.

Anche gli Ambasciatori di alcuni paesi europei come l’Italia e la Finlandia hanno dato il loro contributo alla due giorni.

“È chiaro che non può esserci una stabile soluzione senza un approccio politico e multilaterale condiviso. Cionondimeno, ci sono anche urgenti bisogni umanitari che dobbiamo affrontare. La comunità internazionale deve concentrarsi su due obiettivi fondamentali: fornire assistenza umanitaria ai migranti e rifugiati detenuti su presupposti legali poco chiari, e al tempo stesso aiutare le popolazioni ospitanti, che hanno un disperato bisogno di sostegno” ha affermato il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Albrecht Boeselager.

La frammentazione del paese è stata affrontata nel corso della riunione, con rappresentanti della regione meridionale di Fezzan che hanno puntato l’attenzione sugli abusi commessi dalle milizie locali, così come sull’emergenza sicurezza nel paese.

Unanime la richiesta da parte libica per un’urgente azione che porti a soluzioni economiche e politiche condivise dalla comunità internazionale, che possano sottrarre il paese dallo stallo in cui versa e che sta progressivamente indebolendo le infrastrutture e la popolazione. Sulla base dei contributi forniti nella riunione di Tunisi, alcune proposte per attuare dei passi concreti condivisi per gestire la crisi verranno formulate.

la crisi umanitaria e sociale libia e la condizione dei migranti

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