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Sudafrica: l’Ordine di Malta nutre i più vulnerabili durante la crisi di Covid-19

28/05/2020 


Da oltre 25 anni, la Confraternita del Beato Gerardo porta avanti diversi programmi di aiuto vitale, tra cui progetti di assistenza medica a malati di Hiv, assistenza all’infanzia, sostegno ai poveri, pronto intervento e aiuti di emergenza nell’area molto povera di Mandeni, sulla costa orientale del Sudafrica. Finora il Paese ha confermato oltre 24.000 casi di contagio e più di 500 morti per Covid-19, ma le autorità stanno confermando un allarmante aumento del numero dei casi, affermando che il picco si avrà tra luglio e agosto. Nel frattempo, a causa dell’impatto economico della pandemia, il governo ha deciso di revocare alcune misure di lockdown. In questa intervista a Radio Vaticana, Padre Gérard Lagleder, direttore del centro Beato Gerardo, ha espresso le proprie preoccupazioni per il previsto netto aumento del numero di infezioni e ha illustrato come il suo centro stia cercando di adeguarsi per rispondere ai bisogni più impellenti, a partire dalla distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie povere e dalla fornitura di una scorta per due mesi di farmaci antiretrovirali a quanti ne hanno bisogno.

L’organizzazione sudafricana del Sovrano Ordine di Malta distribuisce pacchi alimetari salvavita a centinaia di persone vulnerabili, isolate nelle loro abitazioni e impossibilitate a ricevere aiuti governativi, mentre la pandemia di coronavirus si aggrava.

Mentre la maggior parte dei Paesi europei inizia ad allentare le restrizioni per il Covid-19 a fronte di un calo della diffusione e della mortalità della malattia, in Sudafrica le autorità avvertono che l’epidemia è destinata ad aggravarsi molto.

Finora il Paese ha ufficialmente registrato oltre 24.000 infezioni e più di 500 morti di Covid-19.

Il presidente Ramaphosa ha detto questa settimana che l’attuale lockdown non è sostenibile a tempo indefinito, a causa delle sue conseguenze economiche per milioni di persone povere, e ha annunciato che a partire dal 1 giugno alcune restrizioni verranno revocate. Purtroppo, molti continuano a finire ai margini della società.

Tra le molte persone vulnerabili più duramente colpite dagli effetti del lockdown ci sono i pazienti in assistenza domiciliare per Hiv-Aids e i poveri di cui si prende cura l’organizzazione sudafricana dell’Ordine di Malta.

Padre Gerard Lagleder OSB, fondatore e presidente della Confraternita del Beato Gerardo, la struttura di cura dell’Ordine di Malta a Maideni, nella provincia orientale Kwazulu Natal, ha raccontato a Linda Bordoni delle tante persone a rischio fame, mentre continua ad aumentare il numero di infezioni da Covid-19.

Grazie al lavoro e alla dedizione del personale e dei volontari della Confraternita del Beato Gerardo a Maideni, alcuni dei più poveri tra i poveri, molti dei quali malati di Hiv-Aids, ricevono medicine salvavita e cibo. L’organizzazione gestisce anche un orfanotrofio, una casa di cura e una clinica per bambini malnutriti.

Padre Gerard ha detto di guardare con preoccupazione ai prossimi mesi, perché gli esperti prevedono un drammatico aumento del tasso di infezione in Sudafrica, con 12-13 milioni di casi che dovrebbero essere registrati entro novembre e l’incremento più netto a luglio e agosto.

Al centro della missione dell’organizzazione c’è l’obiettivo di sostenere e incoraggiare le persone ad aiutarsi da sole. Il secondo obiettivo è fornire aiuto diretto nei casi di emergenza, ed è quello che l’organizzazione sta facendo in questo momento, con la pandemia che sta mettendo a nudo i punti critici, tra cui una crescente emarginazione, tensione sociale e povertà estrema.

 

Impatto del lockdown sui poveri

Va benissimo che le misure di lockdown rimangano in vigore, ha detto padre Gerard, “ma il problema è che le persone stanno morendo di fame ora”, soprattutto quelle che vivono negli insediamenti informali.

Se riesci a portare il pane in tavola ogni giorno vendendo banane o avocado sul ciglio della strada, durante il lockdown – ha spiegato – non riesci a portare niente a casa a fine giornata. Ed è quanto sta accadendo ora nel Paese, dove molti sopravvivono con commerci informali. Quindi, ha detto, ci troviamo di fronte a una povertà estrema associata al fatto che molte delle persone assistite dalla Confraternità sono malati di Aids e pazienti in assistenza domiciliare che si trovano lontano dai servizi sociali.

Padre Gerard ha riconosciuto l’impegno del governo nella distribuzione dei pacchi alimentari, “ma bisogna rimanere in fila per molte ore”, ha precisato, evidenziando come le lunghe file di persone siano simili a quelle che stupirono il mondo quando tutti i sudafricani andarono a votare per la prima volta alle storiche elezioni del 1994.

“I nostri pazienti in assistenza domiciliare sono a letto e i nostri malati di Aids non sono forti abbastanza per rimanere ore in fila, in attesa di un pacco alimentare”, ha sottolineato. Per questo la Confraternita sta attuando un programma alimentare per raggiungere i pazienti in assistenza domiciliare, i malati di Aids e quanti stanno morendo in casa.

 

Scongiurare la fame

Attualmente, il programma alimentare assiste circa 300 famiglie, e ogni pacco dura un mese per una famiglia composta da due o tre persone. Ma, padre Gerard ha detto di aspettarsi che questi numeri aumentino in modo significativo, qualora l’organizzazione riuscisse a finanziarli.

I medicinali per i malati di Hiv-Aids sono un’altra priorità per la Confraternita che ha già garantito scorte di antiretrovirali per due mesi a quanti ne avevano bisogno prima che iniziasse il lockdown, e si prepara ora a distribuirne altri.

Oltre alle limitazioni di spostamento, “molti dei nostri pazienti non possono pagarsi il viaggio sui mezzi pubblici per venire nelle cliniche a ritirare i medicinali”, ha aggiunto. E considerato il fatto che si tratta di persone immunodepresse, quindi particolarmente vulnerabili al virus, preferiamo che restino al sicuro, così “stiamo portando noi i farmaci e il cibo, per sostenerli in questo terribile periodo”.

 

Come aiutare

Un problema che assilla Padre Gerard riguarda i finanziamenti per il programma, perché la pandemia ha bloccato i tour di raccolta fondi e molti potenziali donatori sembrano non fidarsi delle campagne online.

Ma ha lanciato un appello: “Per favore, mettete in pratica quello che i tedeschi chiamano il ‘sistema della palla di neve’, che vuol dire passare il messaggio, e quanti vogliono donare possono essere certi che il loro denaro finirà nel posto giusto e che sarà amministrato come si deve”.

Ogni pacco di cibo, ha spiegato, costa l’equivalente di 16 euro, e questi pacchi stanno salvando vite umane.

Sebbene in questo momento il morale sia piuttosto a terra, perchè le persone sono disperate, ha concluso Padre Gerard, il sentimento di gioia, quando le persone ricevono aiuto, è tangibile: “Sorridono e si sentono sollevati nel sapere che qualcuno si prende cura di loro, che sono importanti. Questo è l’Ordine di Malta, e questo è quello che facciamo”.

 

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