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Il Gran Cancelliere illustra a Radio Vaticana le priorità dell’Ordine di Malta dopo il Consiglio Compìto di Stato

16/11/2020 


In due interviste rilasciate a Radio Vaticana, il Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta ha commentato il recente Consiglio Compìto di Stato che ha eletto Fra’ Marco Luzzago Luogotenente di Gran Maestro, aprendo la strada al Capitolo generale straordinario del prossimo anno chiamato ad attuare la riforma della Costituzione. Albrecht Boeselager ha poi spiegato come l’Ordine di Malta sta affrontando le sfide poste dalla pandemia di Covid-19 per rispondere alle necessità delle persone colpite in tutto il mondo.

“Con l’elezione del Luogotenente di Gran Maestro, possiamo tornare a una normale amministrazione. Sotto un amministratore ad interim non si possono prendere misure straordinarie, neanche quelle finanziarie. Per questo l’elezione è stata importante, per poter tornare alla normale amministrazione e governance”. Il Gran Cancelliere ha inoltre affermato che la nomina del Cardinale Silvano Tomasi a Delegato speciale del Papa presso l’Ordine “ci permetterà di procedere rapidamente con la riforma”.

Il Cardinale Tomasi, ha aggiunto Boeselager, conosce bene l’Ordine e le questioni che verranno discusse per la revisione degli statuti. “Per questo sono fiducioso in una rapida evoluzione delle cose”, ha ammesso Boeselager, precisando che l’obiettivo è tenere il Capitolo generale a metà del prossimo anno per decidere le riforme necessarie per la Costituzione e il Codice, “pandemia permettendo”.

Il Gran Cancelliere ha poi illustrato il grande impegno profuso dalle molte associazioni, dai corpi di soccorso e dai volontari dell’Ordine di Malta per operare in piena pandemia di coronavirus. “Hanno dovuto rivedere tutti i servizi a contatto diretto con le persone, come i pasti per i senzatetto, le cure per i migranti o le visite a domicilio agli anziani e ai disabili. E’ questo che ci ha ha impegnato di più ovunque. Ma è gratificante vedere quanta immaginazione, quanto impegno e quanta energia sono stati impiegati per risolvere questa questione”, ha spiegato Boeselager. “Sono stati avviati nuovi servizi telefonici; sono stati creati punti di distribuzione del cibo per i senzatetto dove è possible evitare la trasmissione del virus”. Inoltre l’iniziativa Doctor to Doctor, lanciata la scorsa primavera dall’Ordine di Malta, si sta rivelando uno strumento efficace per far incontrare medici ed esperti sanitari di diversi paesi su una piattaforma online e discutere così delle ricerche e dei risultati  delle cure per il Covid-19.

Il Gran Cancelliere ha rimarcato il rischio che la pandemia acuisca la disparità tra ricchi e poveri. “Chi ha una casa con giardino risente meno del lockdown rispetto a chi vive con quattro bambini in un appartamento di tre o quattro camere. E genitori con un buon livello di istruzione possono aiutare meglio i figli costretti a casa dalla chiusura della scuola. Questa è una delle più grandi preoccupazioni”.

Nel suo colloquio con i giornalisti, Boeselager ha espresso la sua preoccupazione per la situazione in Africa. “Anche se la pandemia non è così virulenta, le misure di prevenzione hanno gravi conseguenze: per esempio, le scuole sono chiuse e non vengono più distribuiti i pasti ai bambini. Questo mette a grave rischio la salute di quei bambini il cui unico pasto quotidiano è spesso quello garantito dalla scuola”.

L’impegno dell’Ordine in Medio Oriente va avanti nonostante l’instabilità politica della regione, ha aggiunto il Gran Cancelliere: “Soprattutto in Libano abbiamo rafforzato le nostre attività dopo l’esplosione al porto di Beirut: viene garantita maggiore assistenza sanitaria e sono operative le cliniche mobili. Ed è appena stato avviato un nuovo progetto per sostenere le piccole imprese agricole, in cui noi supportiamo attività e formazione in cambio del 10% del raccolto che va ai programmi dell’Ordine, per dar da mangiare ai poveri”.

“Anche in Iraq proseguono le attività dell’Ordine di Malta, che consistono principalmente nel reinsediamento nella Piana di Ninive delle famiglie cristiane e yazide fuggite dai terroristi dello ‘Stato islamico’ nell’estate del 2014”.

Per quanto riguarda la Siria, l’Ordine di Malta continua a garantire assistenza “in condizioni molto, molto difficili”. Come ha evidenziato Boeselager, la condizione principale per il rientro dei rifugiati siriani, indicata proprio da loro, sarebbe “un cambiamento del sistema politico o della leadership politica”: “La maggior parte dei rifugiati non rientra perchè hanno paura di essere catturati o torturati, temono di non poter tornare in sicurezza in Siria. Questo è il motivo principale”.

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