{"id":111752,"date":"2022-04-01T12:17:59","date_gmt":"2022-04-01T11:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/news\/ucraina-la-staffetta-di-aiuti-dellordine-di-malta-in-ungheria\/"},"modified":"2023-03-02T17:05:49","modified_gmt":"2023-03-02T16:05:49","slug":"ucraina-la-staffetta-di-aiuti-dellordine-di-malta-in-ungheria","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/notizie\/ucraina-la-staffetta-di-aiuti-dellordine-di-malta-in-ungheria\/","title":{"rendered":"Ucraina: la staffetta di aiuti dell\u2019Ordine di Malta in Ungheria"},"featured_media":0,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-111752","news","type-news","status-publish","hentry","news_categories-aiuti-per-i-rifugiati","news_categories-notizie","news_categories-opere-umanitarie-mediche","news_tags-breaking-it","news_tags-evidence-it"],"acf":{"highlighted":"no","evidence":"yes","focus_on":"no","breaking":"yes","news_cover":{"id":38073,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/budapest.jpg"},"news_content":"<p>4.500 operatori, 12.000 volontari, 380 presidi in tutto il paese. Sono i numeri del servizio di assistenza dell\u2019Ordine di Malta in Ungheria impegnato in queste settimane a fronteggiare la crisi dei rifugiati causata dalla guerra nella vicina Ucraina. L\u2019Ungheria \u00e8 uno dei primi paesi di arrivo per i rifugiati, dopo la Polonia. Qui il servizio di assistenza dell\u2019Ordine di Malta ha stabilito cinque hotspots e punti di prima accoglienza. Dall\u2019inizio della guerra il 24 febbraio scorso, sono transitate attraverso i tre punti di accesso lungo il confine circa 600,000 persone. Molte di queste sono state assistite dall\u2019Ordine di Malta, incaricato di coordinare il lavoro di tutte le agenzie umanitarie presenti nel paese e impegnate sul fronte della crisi.<\/p>\n<p>A Beregovo, in Ucraina &#8211; nella regione Transcarpatica gli organismi di assistenza ungherese e quello ucraino dell\u2019Ordine di Malta gestiscono un punto di accoglienza dove i rifugiati possono mangiare un pasto caldo, parlare con una voce amica e riposare su uno dei letti a disposizione. Poco pi\u00f9 avanti lungo la strada che porta all\u2019uscita dal paese, troviamo un immenso magazzino dove vengono stoccate tonnellate di cibo e beni di prima necessit\u00e0, da medicinali a prodotti sanitari, in arrivo soprattutto dall\u2019Europa. Ogni giorno 5.000 tonnellate di beni vengono distribuite suddivisi in pacchi gi\u00e0 pronti per le famiglie in arrivo. Qualche chilometro dopo, poco prima della frontiera ucraina-ungherese, si trova un altro presidio dell\u2019Ordine di Malta il cui scopo \u00e8 fornire sostegno alle persone che si accingono a lasciare il paese. Una sorta di staffetta di aiuti e sostegno per accompagnare i rifugiati nel loro lungo estenuante viaggio lontano da casa.<\/p>\n<p>A pochi chilometri dal confine, in territorio ungherese &#8211; esattamente a Beregsurany &#8211; l\u2019Ordine di Malta gestisce un altro hotspot dove i rifugiati arrivano a piedi o a bordo di pullman. Attualmente sono circa 1.200 le persone che ogni giorno varcano questo confine, ma fino a pochi giorni se ne contavano 1.500. L\u2019accesso alle vie di uscita dal paese diventa pi\u00f9 difficile con la distruzione di infrastrutture, strade e ponti di collegamento. Al loro arrivo, i rifugiati &#8211; soprattutto donne e bambini &#8211; vengono accolti dagli operatori dell\u2019Ordine che offrono cibo e bevande calde. Tra loro c\u2019\u00e8 Olga una giovane ragazza di vent\u2019anni o poco pi\u00f9 originaria del Donbass. L\u2019Ordine di Malta la aiuta nella compilazione della documentazione necessaria per poter proseguire il suo viaggio verso la Germania. Olga viaggia da sola ma ha con s\u00e9 il suo insperabile gatto persiano che tiene in braccio come fosse un bambino.<\/p>\n<p>I responsabili dell\u2019hotspot ci spiegano che oltre a fornire assistenza medica e beni di prima necessit\u00e0, il loro compito \u00e8 aiutare a donare momenti di normalit\u00e0 alle persone in arrivo, spaventate e stremate dalle lunghe giornate di viaggio. Soprattutto ai bambini che, come prima cosa, ricevono un hamburger e delle patatine fritte.<\/p>\n<p>La gran parte dei rifugiati raggiunge poi Budapest, grazie ai servizi navetta e ai treni messi a disposizione. Nella capitale, l\u2019Ordine di Malta gestisce tre hotspot con l\u2019intento di aprirne altri due. Quello di Bok \u00e8 un enorme palasport dove ogni giorno transitano migliaia di rifugiati. Un\u2019organizzazione impeccabile regna in questo centro dove c\u2019\u00e8 anche un angolo per pregare, un altro per rifocillarsi, un desk di consulenza per chi \u00e8 in cerca di un impiego, e anche un punto di accoglienza per chi viaggia con animali.<\/p>\n<p>I rifugiati ricevono assistenza medica, legale e soprattutto logistica: la maggior parte deve raggiungere altri paesi per congiungersi con amici e parenti, altri restano in Ungheria, ospitati in una delle varie strutture messe su in queste settimane.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Ordine di Malta ora guarda a domani: almeno 300,000 persone resteranno nel paese per un periodo medio-lungo ed \u00e8 importante cominciare a programmare attivit\u00e0 per la loro integrazione. I bambini dovranno andare a scuola a partire da settembre, gli adulti dovranno poter accedere ai servizi sanitari e al mondo del lavoro\u201d ci spiega Lajos Gyori Dani, vicepresidente del servizio di assistenza dell\u2019Ordine di Malta in Ungheria che incontriamo insieme a Monsignor Imre Kozma, fondatore nonch\u00e9 presidente del servizio di assistenza dell\u2019Ordine di Malta nel paese magiaro. Monsignor Kozma non \u00e8 nuovo alle emergenze umanitarie: fu proprio lui nel 1989 a dare vita alle operazioni di accoglienza per i rifugiati della Germania dell\u2019Est dopo il crollo del Muro di Berlino, di fatto stabilendo ufficialmente la nascita dell\u2019organizzazione ungherese dell\u2019Ordine di Malta che a 30 anni di distanza \u00e8 cresciuta fino ad essere una delle pi\u00f9 importanti del paese.<\/p>\n<p>Da allora sono almeno altre tre le grandi crisi di rifugiati che hanno attraversato questo paese: dalla guerra in Jugoslavia, alla rivoluzione in Romania del \u201991 fino alla crisi del 2015 con il flusso di migranti provenienti dalla Siria. \u201cNoi cerchiamo solo di aiutare e di salvare umane\u201d ci spiega Monsignor Kozma. \u201cQueste crisi vengono spesso strumentalizzate a fini politici ma a noi non interessa\u201d. E infatti proprio poche ore dopo il nostro incontro, Padre Kozma \u00e8 gi\u00e0 in viaggio con la sua macchina diretto in Polonia. Qui, insieme ad alcuni volontari dell\u2019Ordine, porter\u00e0 un\u2019 ambulanza ai colleghi e amici dell\u2019associazione polacca, anch\u2019essa in prima linea nell\u2019affrontare questa grave crisi umanitaria.<\/p>\n","news_gallery":"yes","news_gallery_elements":[{"id":108912,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/hotspot-ungh.jpg"},{"id":108899,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/magazzino-ucraina.jpg"},{"id":108886,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/berehotpost2.jpg"},{"id":108873,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/berehotspot3.jpg"},{"id":108860,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/kozma.jpg"},{"id":108847,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/budapest2.jpg"}],"news_excerpt":"4.500 operatori, 12.000 volontari, 380 presidi in tutto il paese. 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