{"id":44281,"date":"2015-01-13T14:11:42","date_gmt":"2015-01-13T13:11:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/news\/il-discorso-del-gran-maestro-al-corpo-diplomatico\/"},"modified":"2023-03-15T15:23:59","modified_gmt":"2023-03-15T14:23:59","slug":"il-discorso-del-gran-maestro-al-corpo-diplomatico","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/notizie\/il-discorso-del-gran-maestro-al-corpo-diplomatico\/","title":{"rendered":"Il discorso del Gran Maestro al Corpo Diplomatico"},"featured_media":0,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-44281","news","type-news","status-publish","hentry","news_categories-attivita-diplomatiche","news_categories-notizie","news_categories-notizie-gran-maestro"],"acf":{"highlighted":"no","news_cover":{"id":32434,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2015.01.13-Address-of-the-Grand-Master-to-the-Diplomatic-Corps_00235.jpg"},"news_content":"<p>Il Gran Maestro Fra\u2019 Matthew Festing ha ricevuto oggi il corpo diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta per la tradizionale udienza di inizio anno. L\u2019incontro ha avuto luogo nella Villa Magistrale a Roma.<\/p>\n<p><strong>Riportiamo qui di seguito integralmente il discorso pronunciato dal Gran Maestro.<\/strong><\/p>\n<p>Signor Decano, Eccellenze, Signore e Signori,<\/p>\n<p>Il nuovo anno \u00e8 iniziato nelle circostanze pi\u00f9 drammatiche e violente. Il pi\u00f9 sanguinoso attacco terroristico in Francia nel dopoguerra, che ha causato la morte di 17 persone a Parigi, rappresenta una brutale aggressione contro i nostri valori fondamentali, contro la libert\u00e0 di espressione e la tolleranza. Contemporaneamente in Nigeria, lontano dal clamore dei media, si teme che 2.000 persone siano state uccise in un attacco di massa perpetrato dalle milizie di Boko Haram, il movimento islamista che l\u2019anno scorso ha rapito pi\u00f9 di 250 studentesse.<\/p>\n<p>Il Sovrano Ordine di Malta condanna fermamente ogni forma di violenza, fisica, psicologica e morale, e ribadisce con forza il suo impegno contro ogni forma di intolleranza e di brutalit\u00e0 perpetrati in nome della religione.<\/p>\n<p>Signor Decano, Eccellenze, Signore e Signori,<\/p>\n<p>Sono molto lieto di accogliervi qui oggi in occasione del tradizionale scambio di auguri di inizio del nuovo anno. Desidero rivolgere un saluto particolare agli Ambasciatori che di recente hanno iniziato la loro preziosa collaborazione con noi. Vi ringrazio per i fervidi auguri e le espressioni di apprezzamento per l\u2019operato dell\u2019Ordine di Malta che il Decano ha inteso trasmettermi a nome di voi tutti. La mia gratitudine non \u00e8 in alcun modo formale: in tempi cos\u00ec difficili e spesso drammatici, l\u2018impegno umanitario dell\u2019Ordine di Malta ha bisogno del vostro sostegno, della vostra partecipazione e del vostro incoraggiamento.<\/p>\n<p>Prestare aiuto all\u2019uomo che soffre significa percorrere una strada in salita e noi, eredi degli antichi Ospitalieri, da sempre ne siamo consapevoli. Oggi, la pendenza di quella salita \u00e8 ancora pi\u00f9 aumentata. In questo momento nel mondo vi sono 50 milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, povert\u00e0 e carestie: in Siria assistiamo all\u2019esodo di una nazione. La culla della Cristianit\u00e0 \u00e8 infiammata da guerre settarie: da un lato, le popolazioni vivono sotto la costante minaccia di gruppi estremisti, mentre dall\u2019altro fiorisce il traffico di migranti e la tratta di persone. \u00c8 un amaro paradosso che ci\u00f2 avvenga in un\u2019epoca come la nostra, educata delle lezioni tragiche di due guerre mondiali, di genocidi e totalitarismi. Sotto la ormai fragile copertura di una pretesa pace \u201cglobale\u201d, il numero di conflitti \u201clocali\u201d \u00e8 in aumento con una violenza primordiale senza limiti morali o convenzionali, una violenza che non fa distinzioni tra combattenti in divisa e civili inermi. La Grande Guerra, che viene attualmente commemorata nel centenario dallo scoppio, fu olocausto di soldati; oggi invece, le vittime delle guerre regionali sono donne e bambini. Malgrado la dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo sia stata proclamata da molto tempo, il XXI secolo si \u00e8 avviato lungo una china pericolosa, aprendo le porte a nuove forme indiscriminate di atti barbarici. In questa \u201cguerra irregolare\u201d i combattenti moderni colpiscono senza piet\u00e0 i pi\u00f9 indifesi facendo uso di metodi che ci riportano ai secoli passati. Il carburante del loro odio \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso il fanatismo religioso, un ideale distorto che tradisce la fede originaria ed agisce quasi come un anestetico su menti e cuori. L\u2019epoca in cui viviamo \u00e8 segnata da una graduale minore applicazione delle leggi umanitarie. Il rispetto dei principi del diritto \u00e8 sotto attacco da pi\u00f9 fronti, come dimostrato dal ricorso sempre pi\u00f9 frequente agli interventi militari che invece di ridurre gli atti di violenza, contribuiscono all\u2019aumento del numero di vittime civili e dei danni collaterali. Mentre queste tragedie si consumano, da un capo all\u2019altro del pianeta le societ\u00e0 sviluppate coltivano quella che Papa Francesco ha definito \u201cla mondializzazione dell\u2019indifferenza\u201d: un confortevole sonno dell\u2019anima che ci rende sordi ed insensibili di fronte al dolore del nostro prossimo in Medio Oriente o in Africa, sulle sponde del Mediterraneo o nelle vicine borgate delle nostre metropoli.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 lo scenario esigente in cui l\u2019Ordine di Malta \u00e8 chiamato a concretizzare la perenne sfida riassunta nel nostro motto: tuitio fidei et obsequium pauperum. L\u2019atteggiamento con cui ci poniamo di fronte a questo obiettivo \u00e8 come sempre duplice: da un lato estrema fermezza nella difesa della dignit\u00e0 della persona; dall\u2019altro, estrema flessibilit\u00e0 nell\u2019adattarci alle circostanze per essere vicini a chi ha bisogno. Pur preservando la sua identit\u00e0, l\u2019Ordine non ha mai avuto paura di cambiare. Come nei tempi antichi, i Cavalieri continuano ad essere medici, infermieri, operatori umanitari o sociali. Terapie e strumenti nuovi hanno soppiantato quelli del passato, ma lo scopo rimane immutato.<\/p>\n<p>L\u2019Ordine di Malta preserva la propria visione spirituale, frutto di una millenaria tradizione di fedelt\u00e0 alla Chiesa di Roma. Un legame che rende maggiore l\u2019efficacia della nostra istituzione umanitaria basata sulla fede, rispetto a quelle di matrice esclusivamente laica. L\u2019Ordine accoglie pienamente il recente invito di Papa Francesco di \u201csporcarsi le mani\u201d con la fragilit\u00e0 dei nostri fratelli nelle periferie abbandonate del nostro mondo. Nell\u2019anno che si appena concluso, abbiamo sottoscritto un accordo con la Santa Sede e il Santuario italiano di Pompei per la nascita di una nuova mensa sociale in questo speciale luogo di devozione mariana. Le relazioni speciali che abbiamo con la Cattedra di San Pietro sono state di recente confermate con la nomina del nuovo Cardinalis Patronus, nella persona del Cardinale Raymond Leo Burke. Colgo qui l\u2019occasione per confermare al nostro Cardinalis Patronus, la stima e la considerazione che avevo gi\u00e0 avuto modo di esprimere quando ha assunto l\u2019alto incarico e per ribadire ancora una volta la nostra deferente gratitudine all\u2019opera meritoria che il suo predecessore, il Cardinale Paolo Sardi, ha svolto per cinque anni qui tra noi.<\/p>\n<p>La nostra sovranit\u00e0 \u00e8 una garanzia di quell\u2019autorevolezza e autonomia necessarie a svolgere al meglio il nostro compito. Sulla scena internazionale, il nostro ruolo \u00e8 quello di una \u201cistituzione umanitaria\u201d che esiste e lavora per dare voce ai pi\u00f9 poveri ed emarginati: senza ordini del giorno nascosti, senza perseguire interessi economici o politici. La nostra secolare imparzialit\u00e0 d\u00e0 credito alle nostre intenzioni, e grazie anche alla fiducia che essa riesce a ispirare, le nostre iniziative sono universalmente stimate. La rete di rapporti bilaterali che voi ed i nostri Ambasciatori in oltre 100 paesi state tessendo insieme anno dopo anno, rappresentano da sempre un prezioso alleato per favorire l\u2019efficacia e l\u2019efficienza dei nostri interventi.<\/p>\n<p>La politica estera condotta dall\u2019Ordine di Malta nel 2014 ha prodotto importanti risultati, ad esempio gli accordi di cooperazione stipulati con il Governo Palestinese, la Repubblica Ceca e con l\u2019Organizzazione Internazionale della Francofonia. Le relazioni diplomatiche hanno inoltre consentito il miglioramento delle strutture sanitarie in Camerun, in particolare per quanto riguarda le madri e i neonati, e lo sviluppo di accordi di cooperazione volti a sostenere i centri medici in El Salvador. Particolarmente significativo, anche perch\u00e9 legate ad un paese che vanta con l\u2019Ordine un legame antico e speciale, \u00e8 il rinnovo della collaborazione tra l\u2019Ordine di Malta e il Ministero della Difesa italiano per l\u2019impiego del Corpo militare dell\u2019Associazione italiana nel campo del soccorso sanitario, nelle calamit\u00e0 naturali e nelle emergenze. Questa tradizione di ormai lunga durata, nata poco dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, viene da allora puntualmente confermata.<\/p>\n<p>In 120 paesi del mondo sparsi in cinque continenti, il sistema dell\u2019Ordine di Malta viene messo quotidianamente alla prova attraverso l\u2019opera dei nostri 59 Priorati e Associazioni Nazionali, dei 33 Corpi di Soccorso, della nostra agenzia internazionale di soccorso, Malteser International e di migliaia tra membri, medici e volontari.<\/p>\n<p>Anziani, disabili fisici e mentali, poveri, lebbrosi, bambini abbandonati, ragazze madri\u2026. descrivere in dettaglio l\u2019insieme delle nostre operazioni che spaziano in tutti i campi della sofferenza umana, sarebbe impossibile in pochi minuti. Vorrei dunque limitarmi a qualche esempio significativo, partendo da quelli legati alla principale emergenza umanitaria dei nostri tempi: la migrazione \u00e8 senza dubbio una delle prove pi\u00f9 difficili. Mentre insieme alla comunit\u00e0 internazionale l\u2019impegno \u00e8 rivolto ad attuare delle strategie per affrontare il fenomeno di un \u201cmondo in movimento\u201d, la nostra azione si concentra sugli individui e le popolazioni coinvolte, a cui l\u2019Ordine cerca per quanto possibile di restituire salute, dignit\u00e0 e fiducia nel futuro.<\/p>\n<p>Sono migranti gli sfollati dell\u2019Iraq in fuga dall\u2019IS, i terroristi militanti della Jihad che in due anni hanno distrutto secoli di multiculturalismo e pacifica coesistenza. Nel Kurdistan iracheno, l\u2019Ordine \u00e8 presente con attrezzature e personale in ambulatori mobili gestiti dal Malteser International e da partner locali. In Turchia, dove pi\u00f9 di un milione e settecentomila rifugiati siriani sono fuggiti a partire dal 2011, l\u2019Ordine gestisce un ospedale da campo con medici specialisti e psicologi, in attiva collaborazione con le associazioni di soccorso musulmane.<\/p>\n<p>Centri di assistenza e personale specializzato si vanno ad aggiungere a quanto realizzato nei trent\u2019anni della nostra presenza in Libano, dove circa un terzo della popolazione \u00e8 ormai composto da rifugiati.<\/p>\n<p>Sono migranti i disperati che a migliaia si affidano al cinismo spietato dei trafficanti di uomini, salpando in imbarcazioni fatiscenti per i cosiddetti \u201cviaggi della speranza\u201d sulle acque del Mediterraneo. La criticit\u00e0 della situazione \u00e8 nei numeri: oltre 130,000 persone sono arrivate sulle coste italiane nel 2014, con un 700% di neonati in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Con l\u2019assistenza dei nostri medici le loro vite continuano, ma tante altre si sono concluse prima dell\u2019approdo. Nell\u2019isola siciliana di Lampedusa, ma anche a bordo delle motovedette che gestiscono i delicati salvataggi in mare, il personale specializzato del Corpo di Soccorso italiano dell\u2019Ordine di Malta \u00e8 operativo 24 ore al giorno. L\u2019operazione Mare Nostrum \u00e8 stata attualmente sostituita dall\u2019iniziativa europea Triton. Cambiano le modalit\u00e0 di intervento ma non verranno meno la nostra presenza ed il nostro impegno. Infine, i nostri programmi medici, sociali e per l\u2019integrazione linguistica in Francia, Belgio, Germania, Spagna ed Italia stanno offrendo un aiuto importante agli immigrati che arrivano in Europa con la speranza di una vita migliore. Le Associazioni dell\u2019Ordine di Malta offrono assistenza alle persone prive di status legale per predisporre le domande di asilo e nella gestione delle procedure amministrative. L\u2019aiuto offerto non si limita a fornire un pronto intervento, un alloggio ed un pasto caldo ma ha come scopo quello di facilitare l\u2019inserimento sociale e aiutare le persone a diventare cittadini attivi nel paese dove vivono e lavorano. Dalla caduta del muro di Berlino nel 1989, la nostra Associazione tedesca ad esempio, ha offerto assistenza a richiedenti asilo, profughi ed emigranti e ha accompagnato oltre 1,5 milioni di persone provenienti da pi\u00f9 di 70 paesi in centri di ricovero per conto dei Lander e dei comuni tedeschi.<\/p>\n<p>Anche le migliaia di persone vittime del conflitto nella Striscia di Gaza hanno bisogno di una patria sicura, proprio in quella zona del Medio Oriente dove il nostro Ospedale della Sacra Famiglia a Betlemme \u00e8 da decenni un punto di riferimento per tutte le madri. Attualmente, quest\u2019isola di pace in una terra cos\u00ec travagliata sta estendendo le sue attivit\u00e0 e i suoi programmi fornendo assistenza e cure alle donne dei villaggi limitrofi. Pur operando in un teatro di guerra e di distruzione, nella culla della Cristianit\u00e0, i medici dell\u2019Ordine continuano caparbiamente a fare nascere nuove vite e dunque nuova speranza.<\/p>\n<p>Siamo impegnati anche nella lotta contro alcuni \u201cflagelli\u201d a cominciare dalla nuova insorgenza del virus Ebola che in Africa occidentale ha provocato oltre 8.000 morti. Un flagello che cerchiamo di contrastare con l\u2019invio di medicinali ed attrezzature in Liberia, dove da anni siamo impegnati per aiutare un paese che si trova in grandi difficolt\u00e0. Lo stesso avviene in Guinea Conakry dove Ordre de Malte France gestisce centri medici, programmi per la diagnosi precoce e campagne di sensibilizzazione. Insieme a loro e sparsi in tutta l\u2019Africa, numerosi specialisti che indossano la croce a otto punte lottano da anni contro nemici invisibili quali la malaria, la tubercolosi e l\u2019AIDS. Un impegno che \u00e8 anche di natura sociale, come dimostrano i programmi di assistenza attivi nella Repubblica del Sud Africa per i giovani orfani di genitori malati di AIDS. L\u2019ostacolo principale alla nostra azione \u00e8 comunque l\u2019instabilit\u00e0 politica di molti Paesi. Per questo l\u2019area centrale dell\u2019Africa costituisce una delle nostre frontiere pi\u00f9 impegnative. Pensiamo alla Repubblica Democratica del Congo, in cui forniamo assistenza psicologica alle vittime di stupri; o al Sud Sudan, dove il nuovo recente Centro di Formazione Medico a Rumbek sta creando una nuova generazione di personale sanitario qualificato indispensabile nella regione. Mentre ci\u00f2 accade, tuttavia, le sanguinose violenze dei conflitti armati continuano a flagellare questi due Stati, costringendo quasi un milione e mezzo di persone a fuggire nel vicino Uganda. Per questa legione di diseredati, il campo profughi di Rhino, nel nord del paese, \u00e8 come un faro nella notte. Qui, il Malteser International, \u00e8 impegnato nella distribuzione di cibo e sementi agli sfollati, nella riqualificazione delle risorse idriche e nel miglioramento delle condizioni igieniche.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 solo l\u2019immediato presente con cui fare i conti; dopo gli aiuti della prima ora, spesso i problemi della ricostruzione sociale e materiale rimangono irrisolti. Per questo il nostro \u201cstile\u201d operativo prevede di rimanere nei luoghi delle emergenze anche quando si spengono i riflettori dei media internazionali. Abbiamo consolidato questo modus operandi nel Sud Est asiatico devastato dallo tsunami nel 2004, dove negli ultimi anni abbiamo concluso con successo interventi di depurazione dell\u2019acqua, corsi di formazione per agricoltori e programmi di micro credito. Ad Haiti, esattamente cinque anni dopo il terremoto che ha devastato l\u2019isola, continuano i nostri programmi di alfabetizzazione, assistenza familiare e di prevenzione delle epidemie. Allo stesso modo, a Samar e nelle altre isole dell\u2019Arcipelago delle Filippine, dove un anno fa il tifone Haiyan ha seminato dolore e morte lontano dall\u2019attenzione dei media, proseguiamo la fornitura di medicinali e indumenti, la ricostruzione di edifici crollati e a sviluppare iniziative per incrementare il reddito delle famiglie.<\/p>\n<p>Ovunque la trama \u00e8 identica: nelle aride savane o nel fitto delle foreste subequatoriali, ma anche nei recessi di quell\u2019emarginazione urbana che \u00e8 lo \u201cscarto di lavorazione\u201d delle citt\u00e0 del mondo industrializzato. In Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio ma anche nell\u2019Europa dell\u2019Est e in Sud America\u2026.in questi e in molti altri luoghi, il volto sofferente della solitudine e dell\u2019abbandono trova conforto nei sorrisi dei nostri volontari impegnati nelle mense per i poveri, nella distribuzione di coperte e medicine ai senzatetto e nell\u2019assistenza agli anziani che vivono soli.<\/p>\n<p>Eccellenze,<\/p>\n<p>Questi brevi e limitati accenni che ho voluto sottoporre alla vostra attenzione in questa occasione non rendono giustizia alla realt\u00e0 dei fatti. Non mi riferisco al nostro operato ma piuttosto a quanto complessivamente rimane ancora da fare. Un\u2019umanit\u00e0 emarginata e dolente pone alle coscienze dei contemporanei di interrogarci sulle nostre scelte per il futuro: Nord e Sud, primi e ultimi, benessere e degrado: nel mezzo il futuro che saremo in grado di costruire.<\/p>\n<p>Di fronte alle dimensioni della sfida e all\u2019inadeguatezza degli strumenti, torna alla mente il monito di Ges\u00f9: \u201cla messe \u00e8 molta, ma gli operai sono pochi\u201d (Lc 10,2). Saldo nei suoi convincimenti, da parte sua l\u2019Ordine di Malta rinnova oggi qui con voi l\u2019impegno a fare la sua parte, mettendo in gioco tutte le proprie potenzialit\u00e0 e guardando soprattutto alle giovani generazioni, promessa di vita nuova per il mondo ed anche per la nostra opera millenaria. Un percorso avviato gi\u00e0 oggi con iniziative come il Progetto Caravan per i disabili del Libano, che ogni anno coinvolge ragazzi e ragazze europei; con gruppi di volontariato per gli adolescenti, o con le deliberazioni conclusive del nostro Seminario Strategico di Rodi, che da qui al prossimo decennio ci impegneranno ad adottare strategie per un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita dell\u2019Ordine. Senza riserve o pregiudizi anagrafici, dunque, tendiamo la mano alle \u201cnuove leve\u201d affinch\u00e9, con il loro entusiasmo e la loro disponibilit\u00e0 a spendersi per gli altri, scrivano un nuovo e fecondo capitolo della nostra lunga storia.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio la storia a ricordarci nuovamente che non ci sono solo le braccia e i cuori generosi dei nostri volontari su cui contare. Oltre alle risorse personali esistono quelle istituzionali \u2013 prerogativa giuridica dell\u2019Ordine \u2013 da spendere per creare nuovi legami tra governi e tra culture, in nome del superiore interesse dello sviluppo umano. La lieta e recentissima novit\u00e0 dell\u2019apertura di rapporti diplomatici con il Sud Sudan \u00e8 la dimostrazione di ci\u00f2 che una diplomazia sincera pu\u00f2 creare, se orientata verso l\u2019uomo e non contro di esso. Su questo fronte tendo soprattutto la mano a voi, i professionisti della diplomazia, nostri interlocutori privilegiati, affinch\u00e9 ci aiutiate ad aiutare. Affinch\u00e9 sempre pi\u00f9, nelle aree derelitte del mondo, si possa dire ci\u00f2 che nelle antiche cronache dell\u2019Ordine si narra circa l\u2019ospedale creato a Gerusalemme dal nostro fondatore, il Beato Gerardo: \u201ci poveri vengono sostentati e nutriti, i malati vengono curati, i sacramenti amministrati, i pellegrini e gli afflitti ristorati, gli ignoranti istruiti, i prigionieri riscattati\u201d.<br \/>\nCon questi sentimenti porgo ad ognuno di voi, alle vostre famiglie e alle Nazioni che rappresentate i pi\u00f9 sinceri auguri per un 2015 operoso e ricco di grazie spirituali.<\/p>\n<p>Fra\u2019 Matthew Festing<\/p>\n","news_gallery":"yes","hidden_news":"no","evidence":"no","focus_on":"no","breaking":"no","news_gallery_elements":[{"id":132556,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/G_05_01.jpg"},{"id":132569,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/G_05_03.jpg"},{"id":132582,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/G_05_02.jpg"},{"id":132595,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/G_05_04.jpg"},{"id":132608,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/G_05_05.jpg"}]},"news_categories":[{"id":138,"name":"Attivit\u00e0 Diplomatiche","slug":"attivita-diplomatiche","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/notizie\/attivita-diplomatiche\/"},{"id":137,"name":"Notizie","slug":"notizie","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/notizie\/"},{"id":139,"name":"Notizie Gran Maestro","slug":"notizie-gran-maestro","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/notizie\/notizie-gran-maestro\/"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44281\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}