{"id":44555,"date":"2014-10-30T13:10:28","date_gmt":"2014-10-30T12:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/news\/ebola-e-lora-di-intervenire-dobbiamo-unire-le-forze-ed-agire-insieme\/"},"modified":"2023-01-16T16:12:24","modified_gmt":"2023-01-16T15:12:24","slug":"ebola-e-lora-di-intervenire-dobbiamo-unire-le-forze-ed-agire-insieme","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/notizie\/ebola-e-lora-di-intervenire-dobbiamo-unire-le-forze-ed-agire-insieme\/","title":{"rendered":"Ebola: \u201c\u00c8 l\u2019ora di intervenire! Dobbiamo unire le forze ed agire insieme\u201d"},"featured_media":0,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-44555","news","type-news","status-publish","hentry","news_categories-aiuti-per-i-rifugiati","news_categories-malattie-ed-epidemie","news_categories-notizie","news_categories-opere-umanitarie-mediche","news_categories-strutture-mediche"],"acf":{"highlighted":"no","news_cover":{"id":33124,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/30_10_2014.jpg"},"news_content":"<p>Intervista con la Dottoressa Marie Benner, esperta in Sanit\u00e0 pubblica del Malteser International.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attuale focolaio di Ebola ha gi\u00e0 causato 5.000 morti ed il numero di nuove infezioni continua ad aumentare. Che cosa rende questo virus cos\u00ec difficile da bloccare?<\/strong><\/p>\n<p>Per ora non esiste un vaccino contro il virus dell\u2019Ebola (quanto meno uno che sia approvato per la distribuzione di massa). L\u2019unica cosa che possiamo fare \u00e8 curare i sintomi. \u00c8 per questo che l\u2019epidemia si sta diffondendo ad un ritmo che nessuno avrebbe potuto prevedere. Attualmente, met\u00e0 delle persone che contraggono il virus non sopravvivono. Tuttavia, se i test dell\u2019attuale vaccino sperimentale saranno positivi, l\u2019OMS ha comunicato che un primo lotto sar\u00e0 disponibile per l\u2019invio in Africa occidentale a gennaio.<br \/>\n<strong><br \/>\nI paesi dell\u2019Africa occidentale pi\u00f9 colpiti sono Liberia, Guinea e Sierra Leone. Che impatto ha l\u2019Ebola sui sistemi sociali di questi paesi?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ebola ha colpito una regione la cui popolazione \u00e8 afflitta da grande povert\u00e0 e dalle conseguenze di un lungo conflitto armato. Ora l\u2019economia ed i servizi sociali in questi paesi stanno collassando. I campi vengono trascurati, perch\u00e8 molti agricoltori sono malati; le scuole sono chiuse perch\u00e8 gli insegnanti non possono fare lezione; le strutture familiari stanno crollando. La paura del virus sta seminando panico nella popolazione, numerose famiglie sono sconvolte per la morte di familiari ed amici. I confini con le regioni infettate sono stati in pratica tutti chiusi, quindi il commercio normale si \u00e8 interrotto; i prezzi dei prodotti alimentari stanno aumentando. Le agenzie dell\u2019ONU, come il Programma Alimentare Mondiale, hanno messo in guardia che l\u2019epidemia costituir\u00e0 una minaccia di lunga durata per la vita delle persone nelle zone colpite. Data la sua eccezionale estensione, questa epidemia non pu\u00f2 pi\u00f9 essere gestita individualmente da parte di singole agenzie. \u00c8 per questo motivo che facciamo appello alle organizzazioni di soccorso affinch\u00e8 uniscano le loro competenze e tutte le risorse disponibili per combattere insieme questo virus. Si tratta di una sfida rilevante per la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><strong>Persino negli ospedali dei paesi sviluppati, le infermiere vengono infettate, malgrado le rigorose misure di precauzione previste. Com\u2019\u00e8 possibile?<\/strong><\/p>\n<p>Il virus dell\u2019Ebola si trasmette tramite contatto diretto con il sangue o altri fluidi corporei quali sudore, saliva, feci o urina. Anche un minimo errore nel togliersi gli indumenti di protezione comporta un altissimo rischio di infezione: dopo il contatto con un paziente affetto da Ebola, il virus presente sull\u2019indumento di protezione dell\u2019infermiere pu\u00f2 entrare direttamente nel suo sangue attraverso una piccola escoriazione o penetrare nelle membrane delle mucose toccandosi naso, occhi o bocca senza accorgesene.<\/p>\n<p><strong>In Africa occidentale, nelle regioni colpite, il personale infermieristico sta lavorando in condizioni climatiche molto diverse e con un\u2019attrezzatura essenziale. Quali sono le principali sfide per coloro che forniscono assistenza in questi paesi? Cosa manca loro in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei innanzitutto esprimere la mia massima ammirazione per tutti questi cooperanti ed assistenti. Lavorano in condizioni difficili, in un clima tropicale con temperature e tassi di umidit\u00e0 molto alti. \u00c8 quasi impossibile indossare per pi\u00f9 di due ore un abbigliamento che limita i movimenti. A questo si aggiunge l\u2019enorme pressione psicologica: la paura di venire infettati, il timore di commettere uno sbaglio, ad esempio, nel togliersi l\u2019abbigliamento protettivo. Questi cooperanti e volontari meriterebbero un premio per il loro impegno! In questo contesto, non dobbiamo dimenticare che i sistemi sanitari in questi paesi sono limitati, hanno infrastrutture superate; anche in situazioni normali, raramente sono in grado di soddisfare le esigenze di un\u2019assistenza sanitaria di base. In questa contingenza, le carenze del sistema sanitario sono ancora pi\u00f9 evidenti: il personale sanitario \u00e8 privo di abbigliamento di protezione e non ha alcuna formazione per affrontare l\u2019Ebola, ad esempio, come indossare e togliere correttamente gli indumenti di protezione, operazione non facile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019OMS ha annunciato che un vaccino contro l\u2019Ebola potr\u00e0 essere disponibile non prima di gennaio 2015. Che strategia si pu\u00f2 adottare adesso per arginare l\u2019epidemia?<\/strong><\/p>\n<p>Come per la maggior parte delle malattie infettive, le condizioni essenziali per controllare l\u2019epidemia sono la diagnosi precoce, la cura e nel caso dell\u2019Ebola anche l\u2019isolamento dei pazienti. Tutte le persone che sono entrate in contatto con pazienti di Ebola devono inoltre essere individuate, sottoposte ad analisi e, se necessario, isolate per evitare che possano infettare altre persone. Tale strategia \u2013 che comprende diagnosi precoce, cura ed isolamento \u2013 \u00e8 stata efficace in precedenti epidemie di Ebola e, nel caso della Guinea, il numero di decessi \u00e8 diminuito in misura consistente, passando dal 90 al 40% .<\/p>\n<p><strong>Quali sono, a suo avviso, le misure pi\u00f9 urgenti da adottare?<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo, \u00e8 necessario poter fornire un\u2019attrezzatura di protezione adeguata ed una buona formazione al personale sanitario. \u00c8 fondamentale che i volontari ed i cooperanti ricevano la necessaria assistenza morale e psicologica. E\u2019 urgente predisporre altri centri per il trattamento dell\u2019Ebola, un numero sufficiente di laboratori e di personale qualificato per la diagnosi precoce ed il trattamento. Speriamo inoltre che il test rapido dell\u2019Ebola sia disponibile a breve. Acqua potabile, attrezzature sanitarie e supporto logistico sono altres\u00ec indispensabili. Pi\u00f9 a lungo termine, i paesi coinvolti avranno anche bisogno di assistenza per creare un efficace sistema sanitario di base.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ebola produce un impatto non solo sui sistemi sanitari dei paesi colpiti, ma ha avuto anche importanti implicazioni sociali. Quali sono le misure di sostegno necessarie in questa situazione?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 vero, l\u2019epidemia provoca conseguenze di grande portata anche sull\u2019economia, la sicurezza e la stabilit\u00e0 dei paesi interessati. Proprio per questo motivo dobbiamo fare in modo che la popolazione abbia sufficienti prodotti alimentari, tenendo conto che pur essendo questo il periodo del raccolto, in molte localit\u00e0 manca chi possa occuparsene. Gli agricoltori hanno bisogno di aiuto per pianificare la prossima stagione di semina, tra marzo e maggio dell\u2019anno prossimo. A medio e lungo termine ci vorranno pi\u00f9 aiuti alimentari in questi paesi.<\/p>\n<p><strong>Attualmente, il virus Ebola monopolizza i media mondiali. Dopo i casi a Dallas e Madrid, il virus sembra essere pi\u00f9 vicino a noi ed in Occidente, si teme un possibile contagio. Perch\u00e8 il volume delle donazioni \u00e8 ancora cos\u00ec limitato?<\/strong><\/p>\n<p>Suppongo che ci\u00f2 sia dovuto da un lato allo svilupparsi della crisi in questo momento. Dall\u2019altro, molti pensano che spetti alle autorit\u00e0 sanitarie locali di controllare l\u2019epidemia con mezzi propri. Malgrado tutto, occorre essere realisti ed evitare allarmismi. La maggioranza dei casi di Ebola \u00e8 in Africa Occidentale ed \u00e8 l\u00e0 che le persone hanno un disperato bisogno del nostro aiuto!<\/p>\n<p><strong>Che cosa sta facendo Malteser International per combattere l\u2019Ebola?<\/strong><\/p>\n<p>Non disponiamo di strutture e nostro personale nelle zone interessate. Offriamo il nostro aiuto tramite la rete internazionale dell\u2019Ordine di Malta, ad esempio tramite Ordre de Malte France che opera da anni in Guinea e in Liberia. Inoltre, come membri della Coalizione Tedesca di Soccorso, stiamo programmando di creare una taskforce comune con altre organizzazioni associate. In questa situazione, una sola organizzazione non pu\u00f2 fare pi\u00f9 di tanto, vista la complessit\u00e0 della crisi. Essendo la nostra organizzazione specializzata in questioni sanitarie, siamo in condizione di fornire sostegno per la creazione di un laboratorio, fare test rapidi dell\u2019Ebola o campagne di vaccinazione nelle regioni colpite, adottando misure preventive quali la formazione e le attrezzature di protezione per il personale sanitario locale. Ma solo per il laboratorio abbiamo bisogno di mezzo milione di dollari circa; una singola tuta di protezione costa intorno agli 80$. Per assistere un solo paziente di Ebola nelle 24 ore, un\u2019infermiera ha bisogno di ben 12 tute di protezione al giorno.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuali sono le sfide che le agenzie umanitarie devono affrontare in questa situazione? E quali sono le possibili soluzioni?<\/strong><\/p>\n<p>I protagonisti devono superare gli individualismi, unire le forze e agire insieme e subito! Il tempo \u00e8 poco perch\u00e8 senza dei provvedimenti urgenti, il numero di casi di Ebola potrebbe passare dai 9.000 attuali a centinaia di migliaia entro la fine di gennaio 2015, nel peggiore dei casi, fino a 1.4 milioni, secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie di Atlanta. Questo dato dovrebbe essere sufficiente per incoraggiare chi \u00e8 responsabile ad impedire una catastrofe ben peggiore. A tal fine, le agenzie hanno bisogno di ricevere fondi ed il personale necessari. Per un centro di cura dell\u2019Ebola con 100 letti, occorrono circa 200-250 persone. Questo dimostra quanto sia impegnativo e oneroso questo lavoro.<br \/>\n<strong><br \/>\nIn che modo Malteser International prepara il suo personale?<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente Malteser International non ha personale nei paesi interessati dell\u2019Africa occidentale. Comunque, il nostro personale, prima di venire inviato, deve seguire corsi di formazione approfonditi. In altri paesi dell\u2019Africa come la Repubblica Democratica del Congo, dove Malteser International opera da molti anni e dove si sono verificati casi di Ebola in passato, abbiamo attivato subito le misure di protezione e posto in essere attivit\u00e0 di formazione per il nostro personale.<\/p>\n<p><strong>Il tempo a disposizione \u00e8 poco e vorrei aiutare. Cosa si pu\u00f2 fare individualmente per aiutare a fermare l\u2019epidemia?<\/strong><\/p>\n<p>Rivolgiamo il nostro appello a tutti coloro che possono aiutare, cittadini, societ\u00e0, parrocchie e scuole, aiutate l\u2019Africa occidentale con una donazione!<\/p>\n<p>(Intervista: Petra Ipp-Zavazal\/Joice Biazoto, Ottobre 2014, Foto: Frank L\u00fctke)<\/p>\n","news_gallery":"no","news_gallery_elements":false},"news_categories":[{"id":149,"name":"Aiuti per i rifugiati","slug":"aiuti-per-i-rifugiati","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/opere-umanitarie-mediche\/aiuti-per-i-rifugiati\/"},{"id":148,"name":"Malattie ed epidemie","slug":"malattie-ed-epidemie","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/opere-umanitarie-mediche\/malattie-ed-epidemie\/"},{"id":137,"name":"Notizie","slug":"notizie","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/notizie\/"},{"id":140,"name":"Opere umanitarie &amp; mediche","slug":"opere-umanitarie-mediche","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/opere-umanitarie-mediche\/"},{"id":147,"name":"Strutture mediche","slug":"strutture-mediche","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/opere-umanitarie-mediche\/strutture-mediche\/"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44555","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44555\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44555"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}