{"id":44558,"date":"2014-10-27T14:37:23","date_gmt":"2014-10-27T13:37:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/news\/il-gran-cancelliere-intervistato-dal-catholic-herald-e-diventato-un-imperativo-rilanciare-i-principi-fondamentali-di-condotta-umanitaria\/"},"modified":"2023-01-16T16:12:27","modified_gmt":"2023-01-16T15:12:27","slug":"il-gran-cancelliere-intervistato-dal-catholic-herald-e-diventato-un-imperativo-rilanciare-i-principi-fondamentali-di-condotta-umanitaria","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/notizie\/il-gran-cancelliere-intervistato-dal-catholic-herald-e-diventato-un-imperativo-rilanciare-i-principi-fondamentali-di-condotta-umanitaria\/","title":{"rendered":"Il Gran Cancelliere intervistato dal Catholic Herald: \u201c\u00e8 diventato un imperativo rilanciare  I  principi fondamentali di condotta umanitaria\u201d"},"featured_media":0,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-44558","news","type-news","status-publish","hentry","news_categories-notizie","news_categories-opere-umanitarie-mediche"],"acf":{"highlighted":"no","news_cover":{"id":33142,"url":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/27_10_2014.jpg"},"news_content":"<p>In questa intervista rilasciata al quotidiano britannico Catholic Herald, il Gran Cancelliere Albrecht Boeselager illustra l\u2019impegno dell\u2019Ordine di Malta nell\u2019infuocato teatro del Medio Oriente e offre una panoramica dello scenario mondiale, sottolineandone i grandi cambiamenti geopolitici. Nel corso dell\u2019intervista il Gran Cancelliere ribadisce l\u2019importanza dell\u2019applicazione delle convenzioni per il rispetto dei diritti umani, che devono essere rispettati \u2013 aggiunge \u2013 da tutte le parti in causa.<\/p>\n<p><strong>Il Gran Cancelliere dell\u2019Ordine di Malta: \u201cLa distruzione in atto di migliaia di anni di cultura cristiana \u00e8 una tragedia\u201d<\/strong><\/p>\n<p>di Paul Betts<\/p>\n<p>L\u2019espressione cupa ed il tono preoccupato del Barone Albrecht von Boeselager a fatica nascondono la sua rabbia soffocata di fronte agli avvenimenti in Siria ed in Iraq.<\/p>\n<p>Il Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta \u00e8 il Ministro degli Esteri e degli Interni dell\u2019istituzione e ha una lunga esperienza di crisi umanitarie dovute a conflitti provocati dall\u2019uomo e da calamit\u00e0 naturali. A suo parere, quanto si sta verificando in questo momento in Siria ed in Iraq presenta tratti simili alla Guerra dei Trent\u2019Anni.<\/p>\n<p>Per coloro che forse non ricordano quel momento storico, questo conflitto del diciassettesimo secolo che fu particolarmente brutale, inizi\u00f2 come guerra religiosa tra gli Stati cattolici e protestanti d\u2019Europa in lotta tra di loro pur essendo (o essendo stati) parte del Sacro Romano Impero. La guerra si trasform\u00f2 poi in un vero conflitto che coinvolse la maggior parte delle grandi potenze europee. Intere regioni d\u2019Europa furono devastate ed impoverite. La Guerra si concluse solo quando tutti giunsero allo stremo, si firmarono quindi i trattati di pace, si ridisegnarono i confini e si ridefinirono le sfere di influenza, ma alcune delle conflittualit\u00e0 che avevano portato alla guerra rimasero insolute ancora per lungo tempo.<\/p>\n<p>In Iraq ed in Siria, ha dichiarato durante una visita a Londra, \u201cci sono cos\u00ec tanti interessi diversi e il nemico del mio nemico non \u00e8 necessariamente il mio amico: potrebbe essere il mio nemico\u201d. Come nel caso di quella guerra del passato, aggiunge, la fisionomia delle regioni del Medio Oriente coinvolte nell\u2019attuale conflitto potrebbe cambiare in funzione delle diverse religioni e trib\u00f9.<br \/>\nIl conflitto ha inoltre messo a rischio il futuro delle minoranze cristiane. Il Gran Cancelliere sottolinea infatti: \u201c\u00c8 questa la vera tragedia, vedere come secoli, anzi migliaia di anni di cultura in quella regione possano venire distrutti definitivamente in due anni. I Cristiani a Mosul hanno visto i loro vicini mussulmani rivoltarsi contro di loro, occupare o bruciare le loro case, rubare i loro beni. Non \u00e8 possibile ricostruire tutto ci\u00f2 ed \u00e8 un\u2019evoluzione pericolosa perch\u00e9 questo comportamento viene adesso attribuito anche indiscriminatamente ai mussulmani. Non sarei tanto certo che altri popoli o comunit\u00e0 si sarebbero comportati meglio in condizioni simili. Persino i sostenitori di una collaborazione con i mussulmani, ora dubitano di potere lavorare insieme a loro perch\u00e9 regna una grande sfiducia tra i diversi gruppi\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di questa recente crisi, \u00e8 fondamentale ridare slancio ai principi guida dell\u2019assistenza umanitaria. Alla fine della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, la comunit\u00e0 internazionale introdusse con successo un codice di condotta umanitario, un insieme di leggi umanitarie: le Convenzioni della Croce Rossa e le risoluzioni delle Nazioni Unite. Tuttavia alla fine del secolo scorso, si \u00e8 assistito ad un rapido declino nel del rispetto di questi principi. \u201cAncora una volta non si tratta solo dei terroristi, riguarda anche l\u2019Occidente\u201d sostiene. \u201cGli attacchi di droni contro i cosiddetti bersagli mirati \u2013 neanche loro sanno chi sia la persona da colpire \u2013 cadono a grappolo ed uccidono. Quindi il rispetto dei principi del diritto sono minacciati da pi\u00f9 fronti\u201d.<\/p>\n<p>Il Gran Cancelliere torna poi sul conflitto in Kosovo per citare un altro esempio di questo insuccesso.<br \/>\n\u201cHo incontrato un caro amico pilota dell\u2019aeronautica tedesca, dopo l\u2019intervento in Kosovo. Aveva bisogno dell\u2019aiuto di uno psicoterapeuta perch\u00e9 nel corso di addestramento per piloti, gli era stato raccomandato di non puntare mai a qualcosa che non fosse bene identificato. In Kosovo, gli ordini della NATO vietavano di volare sotto i 3.000 metri, ma da quell\u2019altitudine \u00e8 impossibile riconoscere se una jeep sia un obiettivo militare o un mezzo civile. Quindi lanciavano i missili sulla base delle probabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ordine di Malta \u00e8 sotto attacco per le sue operazioni nelle aree di conflitto in Medio Oriente?<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 necessario fare una distinzione\u201d spiega. \u201cNegli ambienti mussulmani moderati non abbiamo alcun problema. Al contrario. Rispetto alle organizzazioni secolari, siamo pi\u00f9 accettati perch\u00e9 queste comunit\u00e0 comprendono la nostra motivazione. Mentre sono molto sospettosi rispetto alle organizzazioni secolari perch\u00e9 non ne comprendono la motivazione. Le persone, in simili situazioni, sviluppano un sesto senso e capiscono se qualcuno ha obiettivi nascosti o un obiettivo che non \u00e8 volutamente nascosto ma non \u00e8 evidente. L\u2019Ordine di Malta \u00e8 indipendente e neutrale. Siamo l\u00ec solo per aiutare. Non pretendiamo di fare meglio o di pi\u00f9, ma siamo indipendenti ed obiettivi\u201d.<\/p>\n<p>Attraverso la sua rete diplomatica umanitaria, l\u2019Ordine ha un contatto diretto con i governi che aiutano i propri operatori che intervengono sul campo. Un contatto diretto, sia ai pi\u00f9 alti livelli, che sul terreno tra le popolazioni ed i profughi in pericolo, sono fondamentali perch\u00e9, come spiega Boeselager \u201cdopo aver incontrato queste persone, dopo che sanno chi sei, ottieni la loro protezione. La nostra forza \u00e8 quella di agire sempre con un programma molto trasparente, di spiegare cosa facciamo; quello che ci prefiggiamo di fare e di parlare con tutti\u201d. Difatti, fintanto che si hanno persone a cui rivolgersi sul terreno, si pu\u00f2 prestare aiuto. E\u2019 inoltre necessario guardare alla situazione dalla prospettiva di coloro che si cerca di aiutare.<\/p>\n<p>Questo non significa che l\u2019Ordine non abbia subito perdite durante le sue attivit\u00e0 umanitarie in zone di conflitto. In Vietnam prima e poi in Afghanistan, sono stati uccisi operatori e rappresentanti dell\u2019Ordine. Finora, nel recente conflitto in Medio Oriente, l\u2019Ordine non \u00e8 stato bersaglio dei fondamentalisti, ma il Gran Cancelliere non esclude possa verificarsi in qualsiasi momento. L\u2019Ordine \u00e8 attualmente impegnato in Turchia, Libano e Kurdistan e sta gestendo a distanza due ambulatori mobili a Bagdad che sono diretti dall\u2019associazione libanese dell\u2019Ordine.<\/p>\n<p>In questo momento, l\u2019Ordine ha tre operatori stranieri che lavorano in Kurdistan. \u201cCerchiamo sempre di utilizzare personale locale o membri delle popolazioni interessate. Alla frontiera turca, ad esempio, gestiamo un ospedale da campo con profughi siriani\u201c. Anche qui, come in Siria ed in Iraq, la situazione \u00e8 talmente complessa e pericolosa in questo momento che \u00e8 difficile, se non addirittura impossibile offrire un\u2019assistenza diretta. Ad esempio, l\u2019Ordine \u00e8 in stretto contatto con la Chiesa in Siria che consiglia vivamente di non inviare stranieri, non solo per non esporli a rischi ma, soprattutto, perch\u00e9 questi stranieri potrebbero esporre a rischio il personale che collabora con la Chiesa. \u201cS\u00ec, continuiamo a fornire assistenza in Siria\u201d, spiega, \u201cma tramite persone che vivono in Siria, che attraversano la frontiera con la Turchia e portano beni in Siria. Sono anche altri i canali che utilizziamo\u201d.<br \/>\nIn molte zone dell\u2019Iraq, la situazione \u00e8 troppo pericolosa. \u201c\u00c8 pericolosa non solo perch\u00e9 si corre il rischio di diventare un bersaglio. \u00c8 ancor pi\u00f9 grande il rischio di cadere tra le linee\u201d dichiara.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che Siria ed Iraq da tempo sono al centro dei riflettori ma queste emergenze rappresentano solo una parte del lavoro che svolge l\u2019Ordine. \u201cAttualmente, siamo presenti in 120 paesi con operazioni di diverse dimensioni. Abbiamo tra 80.000 e 100.000 volontari e circa 30.000 dipendenti. La macchina operativa \u00e8 imponente, anche se la maggioranza delle operazioni non sono interventi di emergenza. Comprendono attivit\u00e0 quali le residenze per anziani qui in Inghilterra, ospedali in Germania, organizzazioni di volontariato, assistenza sociale, pronto soccorso ed assistenza per anziani, persone senza fissa dimora, diversamente abili, ma l\u2019attenzione \u00e8 sempre rivolta a conflitti e calamit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In ogni caso, non bisogna sottovalutare quanto l\u2019Ordine realizza nelle aree colpite da conflitti e calamit\u00e0. Se si considera l\u2019Iran: \u201cIl nostro ultimo intervento \u00e8 stato dopo il grave terremoto del 2003. Eravamo rimasti colpiti da quanto fossero organizzati e poco ideologici. All\u2019indomani del terremoto, una volta ultimata la fase di assistenza, le autorit\u00e0 locali ci hanno chiesto di coordinare tutte le ONG e di addestrare le ONG locali. Siamo rimasti sorpresi\u201d.<\/p>\n<p>Sarebbero ancora molti gli esempi. \u201cIn un paese africano, il nostro Ambasciatore ha scoperto che nel carcere centrale non vi era una separazione tra le donne e gli uomini. Potete bene immaginare cosa succedesse. Da un lato, il governo non sembrava interessarsene ma dall\u2019altro, se ne vergognavano quindi non permettevano a nessuno di entrare per verificare. Ma avevano fiducia nel nostro Ambasciatore e gli hanno dato l\u2019autorizzazione a costruire un muro al centro del carcere per separare uomini e donne ed anche di costruire un piccolo ambulatorio. Questo fu possibile solo grazie al contatto diretto con il Primo Ministro e perch\u00e9 si erano resi conto che l\u2019Ambasciatore non dipendeva da nessuno e non doveva riferire ad alcuna autorit\u00e0 nazionale od internazionale\u201d.<br \/>\nUn ultimo caso. \u201cDurante l\u2019ultimo conflitto in Libano, il nostro Ambasciatore ha negoziato il rilascio di oltre 1.000 ostaggi. I giornali europei erano pieni di storie di ostaggi occidentali ma non di ostaggi libanesi. Si era recato con la sua auto con targa diplomatica nel campo di battaglia nella Valle della Beqaa per caricare i feriti e nessuna delle due parti in lotta lo ha aggredito\u201d. Tutti questi esempi sono piccoli frammenti, dichiara il Gran Cancelliere dell\u2019Ordine col suo stile dimesso, \u201cma riflettono il modo in cui operiamo\u201d.<\/p>\n","news_gallery":"no","news_gallery_elements":false},"news_categories":[{"id":137,"name":"Notizie","slug":"notizie","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/notizie\/"},{"id":140,"name":"Opere umanitarie &amp; mediche","slug":"opere-umanitarie-mediche","description":"","link":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizia\/opere-umanitarie-mediche\/"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/44558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}