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Gran Maestro dell’Ordine di Malta: serviamo l’umanità in tutta la sua bellezza e in tutta la sua miseria

Intervista del Gran Maestro Fra' John Dunlap con l'agenzia stampa cattolica polacca KAI
Gran Maestro dell’Ordine di Malta: serviamo l’umanità in tutta la sua bellezza e in tutta la sua miseria
26/03/2024

Serviamo l’umanità in tutta la sua bellezza e la sua miseria, afferma il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra’ John T. Dunlap, in un’intervista a KAI. Spiega che i membri di questo ordine religioso laicale sono impegnati a “servire in modo imparziale i poveri e i malati in tutto il mondo, senza distinzione di etnia, nazionalità, religione”. Il Sovrano Ordine, che è un soggetto di diritto internazionale, ha rapporti diplomatici con 113 Paesi. “La nostra non è una diplomazia egoistica, al servizio degli interessi dell’Ordine nel mondo. Promuoviamo gli interessi dei poveri e dei malati”, spiega il Gran Maestro.

KAI: L’Ordine di Malta è un ordine religioso laicale. Cosa significa nella Chiesa Cattolica?

Gli unici membri a pieno titolo dell’Ordine di Malta sono i suoi “religiosi laici” o Cavalieri di Giustizia. Un ordine religioso laicale è quello i cui superiori o membri sono donne e uomini laici che hanno pronunciato voti di povertà, castità e obbedienza. Questo contrasta con “gli ordini clericali” i cui superiori e membri sono ordinati sacerdoti. L’Ordine di Malta è quindi un ordine religioso laicale in virtù del fatto che conta Cavalieri di Primo Ceto che pronunciano voti evangelici. I Cavalieri e le Dame del Secondo e del Terzo Ceto collaborano con i Religiosi del Primo Ceto, servendo i nostri Signori, i malati e i poveri. Nello svolgere questo servizio, stiamo tutti costruendo insieme il Regno di Dio.

KAI: L’Ordine di Malta è un soggetto di diritto internazionale, con ambasciatori accreditati presso i governi, che rilascia passaporti diplomatici, emette francobolli e valuta. Come si concilia questo con il suo carattere religioso in un mondo in cui c’è separazione tra la Chiesa e lo Stato.

Dobbiamo ricordare che quello che è più importante, se non del tutto unico, dell’Ordine di Malta è che si tratta innanzitutto di un ordine religioso, ma anche di un’entità sovrana. Per quanto riguarda la governance interna dell’Ordine, non c’è dubbio che non possa esistere la cosiddetta separazione tra Chiesa e Stato. Tuttavia, la governance interna dell’Ordine non influisce sul nostro impegno a servire in modo imparziale i poveri e i malati in tutto il mondo, a prescindere da etnia, nazionalità, religione o qualsiasi altro fattore. Noi serviamo l’umanità in tutta la sua bellezza e in tutta la sua miseria.

Il nostro corpo diplomatico, che mantiene rapporti con 113 Paesi, è fondamentale nel sostenere le nostre iniziative umanitarie nel mondo. La nostra non è una diplomazia egoistica, al servizio degli interessi dell’Ordine nel mondo. Noi promuoviamo gli interessi dei poveri e dei malati. La nostra diplomazia sostiene gli sforzi degli Ospedalieri [responsabili dell’azione umanitaria dell’Ordine di Malta – KAI] e opera nei luoghi di violenza, di fame e di disastri umanitari. Il fatto che traiamo ispirazione dalle nostre tradizioni e dalla nostra fede cattolica romana non cambia la nostra rigorosa neutralità nel servire i deboli e i dimenticati della società.

KAI: L’Ordine di Malta un tempo era un ordine cavalleresco, ma oggi ha una funzione soprattutto benefica. Qual è l’entità di questa assistenza e dove viene fornita? L’Ordine sta attualmente concentrando la propria attenzione sull’assistenza all’Ucraina?

In passato i membri dell’Ordine di Malta appartenevano alle famiglie dell’aristocrazia europea; oggi l’ammissione all’Ordine si basa sul merito acquisito attraverso l’impegno nell’opera dell’Ordine. Come in passato, la missione dell’Ordine di Malta è testimoniare la fede e aiutare i malati e i bisognosi, senza distinzione di religione, origine o sesso. Nello svolgere questo lavoro in 120 Paesi dei cinque continenti, l’Ordine si avvale di una rete di 133 missioni diplomatiche, 52.000 professionisti e quasi 100.000 volontari. Le sue attività si sviluppano nei settori dell’assistenza sociale e medica, del sostegno alle vittime di guerre e catastrofi naturali e nelle principali zone delle attuali crisi. In Ucraina, l’Ordine di Malta ha assistito più di 300.000 persone alle frontiere, ha distribuito 6.700 tonnellate di aiuti umanitari in 71 diverse città del Paese e ha fornito assistenza psicologica e formazione di primo soccorso.

Nel resto del mondo, l’Ordine di Malta finanzia e gestisce direttamente diverse centinaia di centri medici, 15 ospedali e un centinaio di case per anziani, oltre ad ambulanze e operazioni di primo soccorso. In Medio Oriente aiuta le popolazioni colpite dal conflitto e gestisce l’unico ospedale con un’unità di terapia intensiva neonatale a Betlemme, in Cisgiordania. Partecipa alle operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Promuove l’uso sostenibile delle risorse e progetti di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, soprattutto nei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici, nel quadro del concetto di ecologia integrale promosso da Papa Francesco nella sua enciclica ‘Laudato sì’.

KAI: La crisi interna all’Ordine di Malta si è conclusa dopo pochi anni con la stesura di una nuova Costituzione e l’elezione di nuove autorità. Cosa è stata questa crisi e come sta procedendo il rinnovamento dell’Ordine?

Il 3 settembre 2022 Papa Francesco ha promulgato la nuova Carta Costituzionale e il Codice dell’Ordine di Malta. Il 27 gennaio 2023, il Capitolo generale straordinario ha eletto un nuovo Sovrano Consiglio, o governo, del Sovrano Ordine di Malta e il 3 maggio, con mia sorpresa e per grazia di Dio, sono stato eletto 81esimo Gran Maestro, il primo Gran Maestro non europeo nella nostra storia.

Per rafforzare il proprio ruolo nel terzo millennio, l’Ordine di Malta ha avviato una nuova fase della sua storia quasi millenaria, aderendo fermamente al motto: “Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum” (Testimoniare la fede e servire i bisognosi). La riforma ripristina alcuni elementi fondamentali della natura religiosa dell’Ordine, rivitalizzandone la dimensione spirituale, rafforzando il ruolo dei membri dopo i voti. Questo sostiene, piuttosto che sminuire, la missione umanitaria dell’Ordine, che continua a essere portata avanti con rinnovato vigore.

KAI: L’Associazione dei Cavalieri polacchi di Malta svolge un ruolo importante nella vita dell’Ordine?

L’Associazione dei Cavalieri polacchi di Malta è una delle 48 associazioni nazionali dell’Ordine. Ad oggi conta solo 140 membri, quindi è piccola rispetto ad altre associazioni. Tuttavia occupa un posto importante nella mappa delle nostre attività. La storia dell’Associazione polacca è piuttosto complicata. Prima dell’indipendenza nel 1918, i polacchi avevano la possibilità di appartenere ad associazioni di altri Paesi o in gremio religionis [cioè riferendo non alle strutture nazionali locali, ma direttamente al Gran Commendatore a Roma, KAI]. L’Associazione dei Cavalieri polacchi di Malta fu registrata formalmente nel 1920, ma quando i comunisti presero il potere, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Associazione fu bandita in Polonia e dovette operare all’estero, principalmente Londra e Roma. Solo nel 1992 è stata riattivata in Polonia e da allora ha costruito dal nulla un’impressionante rete di progetti.

La presenza polacca nell’Ordine è sempre stata importante. Molti dei membri polacchi dell’Ordine sono stati eccezionali patrioti che si sono dedicati alla ricostruzione della Polonia a livello militare, politico, diplomatico e scientifico, come il generale Władysław Anders, i cardinali Aleksander Kakowski e August Hlond, Józef Piłsudski e Ignacy Mościcki. Anche il cardinale Stefan Wyszyński era membro dell’Ordine, ma per evitare persecuzioni divenne membro in gremio religionis.

Il ruolo dei polacchi nell’Ordine è cresciuto in modo significativo durante la guerra in Ucraina, quando questa organizzazione relativamente piccola, con l’aiuto delle altre nostre associazioni e con la partecipazione di un numero impressionante di volontari, è riuscita a creare in tempi rapidi un programma di aiuto umanitario, dall’organizzazione di postazioni mediche alle frontiere e nelle stazioni ferroviarie a programmi di assistenza a lungo termine ancora in corso per i rifugiati rimasti in Polonia. L’organizzazione della 30esima Conferenza Internazionale degli Ospedalieri dell’Ordine di Malta, dal 15 al 17 marzo di quest’anno a Cracovia, è un’ulteriore prova del ruolo importante dell’Associazione polacca. Cracovia è stata scelta per sottolineare la vicinanza alla popolazione ucraina colpita dalla guerra e per evidenziare l’enorme sforzo umanitario fatto da tutti gli organismi dell’Ordine di Malta, in particolare da quelli al confine con l’Ucraina, per aiutare i profughi, gli sfollati e i feriti. La scelta è stata anche un omaggio ai polacchi che hanno accolto migliaia di rifugiati ucraini nelle loro case e nelle scuole, fornendo loro assistenza sanitaria e sociale. Ho quindi partecipato alla Conferenza per esprimere la mia gratitudine e il mio sostegno agli Ospedalieri responsabili dell’opera umanitaria dell’Ordine di Malta.

KAI: Durante la sua visita ufficiale in Polonia, Sua Altezza ha incontrato il Presidente Andrzej Duda. Quale è stato l’argomento di questo incontro?

Sono rimasto molto toccato dall’accoglienza ricevuta dal Presidente Duda e vorrei ricambiare questa gentile ospitalità, per questo l’ho invitato a Roma nel 2025, quando celebreremo 35 anni di relazioni diplomatiche. Nel corso della visita abbiamo constatato l’eccellente cooperazione in campo umanitario, sia in Polonia che in Paesi terzi, e il Presidente ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato dell’Ordine di Malta. Vorrei esprimere al Presidente i miei più sentiti ringraziamenti per il sostegno delle autorità polacche alla nostra Associazione e alla nostra opera umanitaria. Durante la mia permanenza in Polonia sono rimasto impressionato dal meraviglioso lavoro fatto a favore dei bisognosi. Ho avuto l’opportunità di visitare diversi progetti, tra cui un centro per la diagnosi, la cura e la riabilitazione di bambini con varie disabilità mentali e fisiche. Desidero ringraziare i tanti giovani volontari polacchi per il loro straordinario impegno e la loro professionalità.

Durante l’incontro con il presidente Duda abbiamo discusso anche delle sfide globali e della necessità di rafforzare l’azione diplomatica di fronte al crescente numero di conflitti armati e di violazioni del diritto internazionale umanitario. Abbiamo convenuto che il multilateralismo è l’unica soluzione per rispondere alle attuali crisi.