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Il processo per aggiornare la Costituzione del Sovrano Ordine di Malta

Il processo per aggiornare la Costituzione del Sovrano Ordine di Malta
17/11/2017

Intervista a Mauro Bertero Gutiérrez, coordinatore del Comitato direttivo per la riforma

Prosegue il lavoro per la riforma della Carta Costituzione e del Codice del Sovrano Ordine di Malta. Dopo l’intervista dello scorso giugno, l’Ambasciatore Mauro Bertero Gutiérrez, coordinatore del Comitato direttivo per la riforma, ha accettato di fare il punto della situazione sul lavoro svolto e sulle prossime fasi.

Ambasciatore Bertero Gutiérrez, qual è lo stato dei lavori della riforma?
Dopo averne definito la composizione lo scorso giugno, i dieci gruppi di lavoro hanno iniziato a lavorare sui temi loro assegnati. Sono in regolare contatto con i dieci capogruppo e posso dire che le riflessioni e i confronti proseguono con la giusta intensità. Ovviamente non è un lavoro facile. Bisogna considerare che a causa delle distanze geografiche, molto del lavoro viene svolto attraverso email e teleconferenze.

Ci sono stati gruppi che si sono riuniti fisicamente?
Si, abbiamo ospitato a Roma le riunioni dei gruppi 6 (Ruolo e posizione delle Dame nell’Ordine) e 10 (Amministrazione Finanziaria e Compliance). Tra la fine di novembre ed i primi di dicembre avranno luogo le riunioni dei gruppi 1 (Professi) 2 (Obbedienza), 8 (Struttura del Governo e la Governance) e 9 (Organizzazioni locali).

Qual è l’impegno del Luogotenente e del Comitato direttivo per la riforma?
Il Luogotenente di Gran Maestro ogni giorno riceve numerose visite che gli consentono di ascoltare e condividere opinioni e considerazioni. Molto frequenti sono gli incontri che ha con i membri professi dell’Ordine ma anche con i Gran Priori, Procuratori, ed i Presidenti delle associazioni nazionali. Fra’ Giacomo Dalla Torre ha già incontrato i capigruppo del Gruppo 1 (Professi), del 3 (Terza Classe) e 5 (Ministero dei Cappellani nell’Ordine) e la totalità dei membri dei gruppi 6 e 10. In Libano a metà ottobre ha incontrato l’Associazione Libanese e il capogruppo del 7 che si occupa dei giovani: la fonte delle future vocazioni dell’Ordine. Il Luogotenente di Gran Maestro ha incontri settimanali con Mons. Angelo Becciu, Delegato speciale del Papa, incaricato di accompagnare il processo di riforma.
Il Gran Cancelliere a settembre si è recato a New York, Ottawa e San Francisco dove ha potuto ragionare sul processo di riforma con le nostre associazioni negli Stati Uniti e in Canada.
Personalmente ho avuto il privilegio di partecipare al pellegrinaggio al santuario di nostra Signora di Lujan in Argentina e in questa occasione ho incontrato i presidenti di cinque associazioni sudamericane e ho potuto riflettere con loro sulle basi fondamentali del processo di riforma. Lo stesso ho fatto durante la visita del Consiglio di Governo all’Associazione Tedesca.
A novembre, la settima conferenza Asia Pacifico ha riunito a Singapore i vertici di Australia, Filippine, Singapore, Thailandia, Corea del Sud e Hong Kong. Un’altra occasione per condividere riflessioni con i vertici dell’Ordine in quei due continenti e riceverne le loro opinioni.

Sembra di capire che idee e proposte sono numerose.
Accanto al lavoro svolto dai Gruppi, dobbiamo tenere presente e definire le priorità delle proposte che sono giunte da singoli membri. Inoltre, non tutte le proposte sono di natura costituzionale, ma tutte vanno ad arricchire l’analisi complessiva.

Noto anche con piacere una fluida comunicazione tra i diversi gruppi, visto che alcune tematiche – come è naturale – si sovrappongono.

Rimane per i primi di dicembre il termine per la presentazione delle proposte da parte dei gruppi?
Si, il termine temporale è rimasto lo stesso. Ma non ci aspettiamo che queste proposte ci giungano sotto forma di articoli costituzionali. I Gruppi sanno che possono esprimere le loro conclusioni in maniera concettuale. Saranno poi i nostri esperti di diritto – Padre Gianfranco Ghirlanda, S.J., il Prof. Giuseppe Dalla Torre e il Prof. Gian Piero Milano – a tradurre in linguaggio giuridico le proposte. In questo ambito, saranno essenziali gli input che verranno dal nostro Prelato, Mons. Jean Laffitte, sugli aspetti religiosi pertinenti alla riforma costituzionale.

È importante ricordare come uno dei momenti chiave di tutto il processo avrà luogo dall’8 all’11 febbraio 2018. A Roma circa 200 leader e membri dei Gruppi di lavoro dell’Ordine si riuniranno in un seminario internazionale che avrà l’obiettivo di offrire uno spazio di riflessione e discussione sulla riforma.

È possibile fare delle anticipazioni sui contenuti?
Parlare adesso delle singole norme è prematuro. Significherebbe anticipare il lavoro dei gruppi e quanto verrà discusso a febbraio a Roma. Quello che desidero ribadire è che tutta la riforma intende rafforzare il carattere religioso dell’Ordine e la sua sovranità. Questa revisione costituzionale tutelerà la tradizionale peculiarità della nostra istituzione religiosa, custodendone i carismi propri, salvaguardandone l’identità e garantendone l’impegno a servire il prossimo. Posso assicurare che nessuna norma contraria verrà introdotta.

Quale è la sua opinione su questo lavoro?
La parola fondamentale di questo processo è ‘Spiritualità’. Possiamo fare un paragone con la formazione spirituale di ciascuno dei nostri membri: un obiettivo che non può mai considerarsi raggiunto. Lo stesso si può dire dell’implementazione della Carta Costituzionale. La riforma non può essere ridotta solamente a un testo statico. Deve essere continuamente vissuta a livello individuale. ‘Riformare’ vuol dire ‘rinnovare’. In questo contesto rinnovare vuol dire ritornare al carisma originale dei nostri fondatori ‘Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum,’, aggiornando le norme costituzionali per meglio affrontare la nostra epoca e le attuali sfide umanitarie.

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