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L’Ordine di Malta distribuisce aiuti alimentari ai bambini nei campi di migranti vicino Sarajevo

08/04/2021

Il progetto in collaborazione con la Caritas Bosnia ed Erzegovina

Nei giorni precedenti alla Pasqua, l’Ambasciata del Sovrano Ordine di Malta in Bosnia ed Erzegovina – in collaborazione con la Caritas – ha distribuito pacchi alimentari per i bambini che si trovano nei campi per migranti a Ušivak vicino alla capitale Sarajevo.

Dall’autunno del 2019, l’Ambasciata dell’Ordine di Malta stanzia fondi per aiutare i bambini sia nel campo di Ušivak, vicino a Sarajevo, che in quello di Sedra vicino a Cazin.

Si stima che siano oltre 8mila i migranti che si trovano nei campi presenti in tutta la Federazione di Bosnia ed Erzegovina. “La maggior parte di loro sono arrivati pensando di spostarsi ulteriormente ed entrare nel territorio dell’Unione Europea, ma la Bosnia-Erzegovina di solito diventa una strada senza uscita. Non possono attraversare il confine con la Croazia, e non possono tornare in Serbia. Sono in balia dei trafficanti perché cercano disperatamente una via d’uscita” spiega l’Ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta in Bosnia ed Erzegovina, Pawel Gierynski.

“Le famiglie con bambini piccoli si rendono conto che un ulteriore attraversamento illegale delle frontiere non è più un’opzione, soprattutto durante i rigidi inverni balcanici. Dunque si stabilizzano nei campi dove però manca un’assistenza adeguata in particolar modo per i bambini, per questo abbiamo deciso di sostenere i più piccoli” spiega ancora l’Ambasciatore.

Gli aiuti forniti dall’Ordine di Malta consistono in pacchi alimentari con latte in polvere per neonati, cure mediche e medicine, e vengono distribuiti in collaborazione con la Caritas.

La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione impedendo ai volontari l’accesso ai campi. Le scarse condizioni igieniche fanno sì che i contagi siano frequenti e l’assistenza medica è insufficiente. “Come ovunque, la pandemia colpisce soprattutto i poveri, e questa gente è il fondo assoluto della scala sociale” conclude l’Ambasciatore Gierynski.