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Gerusalemme di Rodi e di Malta

Crisi in Siria: con l’arrivo dell’inverno l’Ordine di Malta fornisce aiuti agli sfollati. Si aggrava la situazione umanitaria

09/11/2012

I Siriani sfollati a causa delle violenze che attanagliano il loro paese si trovano ora di fronte all’arrivo dell’inverno, che vede l’abbassamento delle temperature ed il peggioramento delle condizioni atmosferiche. L’agenzia di soccorso dell’Ordine di Malta per gli aiuti umanitari, il Malteser International, fornirà vestiti pesanti a 1.000 bambini e stufe per 500 famiglie nelle città di Homs e Hama, tra le più fredde della Siria. “Migliaia di persone vivono in edifici scolastici non riscaldati, dormendo per terra, senza coperte”, spiega Roland Hansen, capo del Dipartimento Asia e Haiti del Malteser International.

Sono inoltre più di 15.000 gli sfollati che ad Aleppo, Damasco, Hama e Homs riceveranno un importante aiuto sotto forma di kit per la sopravvivenza e l’igiene. Tra i beni distribuiti: coperte, materassi e kit per i servizi sanitari e per cucinare. Queste città hanno patito pesanti combattimenti tra le forze governative e quelle d’opposizione. Molte case sono state distrutte. “Con l’avvicinarsi dell’inverno, le famiglie stanno rapidamente esaurendo le risorse ed il tradizionale sistema del sostegno tra gruppi familiari è stato già messo a dura prova”, aggiunge Hansen.

L’International Blue Crescent, partner locale del Malteser International, che è in grado di operare all’interno della Siria, ha condotto visite a domicilio individuando le famiglie che hanno più bisogno di ricevere aiuti di emergenza. È quindi nella condizione di poter coordinare la distribuzione ad Aleppo, Hama e Homs, oltre che a Damasco, dove sono già stati distribuiti kit di emergenza a 1.200 famiglie nel corso degli ultimi tre mesi.

Intanto, l’Associazione Libanese dell’Ordine di Malta continua a gestire, sostenuta dal Malteser International, il centro medico sociale di Khaldieh in Libano, dove i rifugiati siriani possono ricevere cure mediche gratuite. Sono quasi 600 i rifugiati che sono stati ad oggi curati. Dall’inizio di novembre, a 500 rifugiati verrà fornito un kit di primo soccorso e vestiti invernali. “Molti dei rifugiati hanno trovato un lavoro stagionale nel settore agricolo e in quello edilizio”, dice Hansen. “In inverno, saranno nuovamente disoccupati e avranno ancora più bisogno di aiuto”.