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Messaggio di Natale 2025 del Principe e Gran Maestro S.A.E. Fra’ John Dunlap

Messaggio di Natale 2025 del Principe e Gran Maestro S.A.E. Fra’ John Dunlap
23/12/2025

Dal Gran Magistero a Roma, rivolgo i miei auguri e le mie benedizioni natalizie ai Cavalieri e alle Dame, ai membri, agli amici e ai volontari, nonché a tutti i nostri sostenitori e benefattori. Senza il contributo disinteressato e prezioso del vostro tempo, delle vostre risorse e della vostra dedizione, l’Ordine di Malta non potrebbe continuare il suo instancabile servizio ai poveri e ai malati in tutto il mondo. In modo speciale, preghiamo affinché i nostri auguri raggiungano i nostri 50.000 dipendenti e 100.000 volontari, il cui generoso servizio sostiene e rafforza ogni giorno la missione dell’Ordine.

Da quasi mille anni, l’Ordine veglia al servizio della dignità umana. Da sempre rinomati per offrire le migliori cure ospedaliere del mondo conosciuto, continuiamo oggi questa tradizione – dall’Ospedale della Sacra Famiglia a Betlemme alle case per anziani e alle strutture di cure palliative in tutto il mondo. In innumerevoli luoghi, l’Ordine rimane presente laddove la sofferenza è maggiore, portando cura, compassione e speranza.

Questo tempo di Natale resta segnato dalla guerra, da diffuse violazioni dei diritti umani e da una crescente frattura tra ricchi e poveri. In un mondo simile, è urgente la necessità di una voce internazionale ispirata dalla virtù cristiana. In quanto entità sovrana, l’Ordine di Malta porta i valori cattolici nelle relazioni internazionali, concentrando i propri sforzi diplomatici – oggi con 115 Paesi – sulla carità, sulla pace e sulla difesa del diritto internazionale umanitario.

Il nostro corpo diplomatico opera instancabilmente nelle regioni più travagliate del mondo, portando il messaggio natalizio di speranza e di pace del Bambino Gesù in luoghi segnati da violenza, oppressione e ingiustizia. Sempre più spesso assistiamo al rifiuto della verità fondamentale secondo cui la dignità umana è donata da Dio, universale e inalienabile. Quando la dignità diventa condizionata – in base alla nazionalità, all’appartenenza etnica o religiosa – le fondamenta della pace si sgretolano e i più deboli tra noi soffrono maggiormente.

Mentre entriamo nel periodo del Natale, dobbiamo chiederci: chi porterà il messaggio del Bambino Gesù? La nostra risposta deve essere chiara e risoluta: “Eccomi, Signore”. Siamo chiamati a proclamare la verità contro la menzogna, a difendere la libertà radicata nell’amore per il prossimo, nella fede in Dio e nella speranza nel Suo Regno.

Questo Natale segna anche il primo sotto il Pontificato del nostro Santo Padre, Papa Leone XIV, che ha richiamato nuovamente l’attenzione sulla dignità dei migranti e sull’obbligo morale di accogliere lo straniero. Egli ci ricorda che la dignità è un dono di Dio, inerente a ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale, e meritevole di protezione, soprattutto tra i più vulnerabili.

Queste sono parole da tenere vicine ai nostri cuori in questo periodo natalizio, parole che ci chiameranno all’azione ora e durante l’anno che verrà. Affrettiamoci a benedire, servire e prenderci cura dei malati e dei poveri, a riconoscere in loro la dignità che Dio ha donato e a ricordare sempre che essi sono “i nostri signori, i malati e i poveri”.

Auguro a voi e alle vostre famiglie un Natale gioioso e chiedo al Bambino Gesù di benedire tutti noi.