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“Il nostro Ordine come forza globale”, intervista al Gran Maestro Fra’ John Dunlap per la rivista L’Orma

L'intervista che segue è l'anticipazione del prossimo numero della rivista
“Il nostro Ordine come forza globale”, intervista al Gran Maestro Fra’ John Dunlap per la rivista L’Orma
©Vatican Media. Il Gran Maestro durante un incontro con il Santo Padre nel giugno 2025
19/02/2026

Il Gran Maestro Fra’ John Dunlap traccia le linee guida della missione umanitaria dell’Ordine di Malta.
«La riforma ci riporta alla nostra natura religiosa e il Papa ci dimostra la sua vicinanza concreta»

Altezza, dopo la tradizionale udienza in occasione della festa di San Giovanni nel giugno 2025, ha di recente incontrato nuovamente il Santo Padre Leone XIV, in un’udienza privata. Come è andato l’incontro con il Pontefice?

L’incontro che ho chiesto a Papa Leone XIV è stato intenso e profondamente costruttivo. Si è svolto in un clima di piena sintonia e collaborazione. Il Santo Padre dimostra una vicinanza concreta all’Ordine di Malta e segue con attenzione il nostro cammino. La nostra missione – difendere la fede e servire i più vulnerabili nel mondo – è condivisa e sostenuta. Questo dialogo diretto rafforza la nostra identità e la nostra responsabilità. Il Santo Padre si è inoltre congratulato per il grande impegno dimostrato dall’Ordine in occasione del Giubileo grazie al contributo di oltre 2.200 volontari provenienti da circa 30 Paesi.

L’Ordine di Malta è prima di tutto un ordine religioso della Chiesa Cattolica, come ricorda la Costituzione. Cosa vuol dire questo alla luce del percorso di riforma iniziato nel 2022?

La riforma ha riportato al centro la nostra natura religiosa, rafforzando la dimensione spirituale e il ruolo dei membri che hanno pronunciato i voti. Non si tratta solo di un aggiornamento normativo, ma di un rinnovamento profondo. Stiamo lavorando con determinazione alla riorganizzazione della vita dei Cavalieri professi, consapevoli della ricchezza e della complessità delle loro diverse provenienze. È un percorso serio, graduale, che richiede equilibrio e visione.

Allo stesso tempo, l’ingresso di nuovi aspiranti alla vita religiosa, provenienti da tutto il mondo, impone una loro formazione solida e discernimento autentico. Chiedo a tutti i membri dell’Ordine di sostenere questo cammino con la preghiera. È da qui che nasce la forza della nostra missione umanitaria, che oggi prosegue con rinnovato slancio e credibilità.

E la missione diplomatica?

La nostra presenza diplomatica continua a crescere in modo significativo. Nel 2024 abbiamo avviato relazioni ufficiali con la Gran Bretagna e nel 2025 abbiamo allacciato relazioni bilaterali con il Burundi e con il Principato di Andorra. Oggi sono 115 i Paesi con cui intratteniamo relazioni bilaterali. Questo dimostra la fiducia internazionale verso l’Ordine di Malta. I nostri ambasciatori, avamposti anche in alcune aree molto remote del mondo, sono nominati su base volontaria e a loro è richiesto un impegno oneroso in termini di tempo e risorse da dedicare alla missione dell’Ordine di Malta. Siamo convinti che sia fondamentale investire sulle competenze e sulla formazione, come dimostra l’istituzione di una giornata dedicata alla preparazione degli ambasciatori di nuova nomina. L’Ordine di Malta sta assumendo un ruolo sempre più globale, anche grazie all’azione umanitaria coraggiosa intrapresa in alcune delle crisi più gravi del nostro tempo, in particolare in Palestina, Libano e Ucraina. Questa è una responsabilità di cui dobbiamo tenere conto.

Come state gestendo l’aspetto economico e patrimoniale?

Con il mandato del Ricevitore del Comun Tesoro, Fra’ Francis Vassallo, stiamo affrontando questioni ereditate dal passato. Il patrimonio dell’Ordine in Italia, vasto ma complesso, risente infatti di decisioni e condizioni sviluppatesi nel corso di molti decenni. Queste scelte manageriali richiedono oggi uno sforzo straordinario per essere gestite in modo efficace. L’attuale Sovrano Consiglio ha avviato da tempo un programma di riorganizzazione e valorizzazione, basato su criteri di efficienza, trasparenza e responsabilità, che sta già producendo risultati concreti.

L’intervista su L’Orma