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Discorso alla Cerimonia delle Medaglie

La Cerimonia internazionale di benedizione delle medaglie al 68mo pellegrinaggio internazionale di Lourdes
Discorso alla Cerimonia delle Medaglie
02/05/2026

Eccellenze,
Cari Cavalieri, Dame e Volontari,
Cari Pellegrini,

Siamo ancora una volta a Lourdes, nel luogo in cui il Cielo si è fatto vicino alla terra, dove la Vergine Maria ha rivelato l’amore di Dio al suo popolo e dove chi soffre trova non solo consolazione, ma anche un significato.

Questo è il mio ventiseiesimo pellegrinaggio a Lourdes e il terzo come Gran Maestro. Ogni volta che ritorno, cresce il mio senso di gratitudine — per questo luogo e per tutti voi che date vita a questo pellegrinaggio.

Questo pellegrinaggio non è mai una semplice consuetudine. Ogni anno riflette lo stato in cui si trova il mondo — e quest’anno è un mondo profondamente ferito.

Guerre, divisioni e instabilità continuano a caratterizzare il nostro tempo. Tra noi sono presenti pellegrini provenienti da Paesi profondamente colpiti dai conflitti — Ucraina, Palestina e Libano, la cui First Lady ci onora con la sua presenza. Siamo inoltre onorati dalla presenza della madre del Presidente della Slovacchia. La loro partecipazione non è simbolica: ci ricorda che le ferite del mondo sono qui, tra noi.

Portiamo con noi anche dolori che ci toccano da vicino.

Negli ultimi mesi, molte giovani vite si sono perse mentre si dedicavano agli altri. Penso in particolare a Chadi Ammar, giovane collaboratore del nostro Ordine in Libano, ucciso in un attacco aereo mentre aiutava la sua comunità. Non era un soldato. Aiutava gli altri — e ha pagato con la vita.

Questa è la realtà di chi oggi si mette al servizio degli altri.

Eppure, siamo qui.

Non perché il mondo sia in pace — ma proprio perché non lo è.

In tempi come questi, non possiamo restare distanti. Quando il mondo si divide, siamo chiamati ad avvicinarci — gli uni agli altri e alla Vergine Maria. Come figli che si rivolgono alla propria madre, veniamo a Lei con fiducia. Le chiediamo guida, protezione e forza.

Quest’anno siamo in totale 7.600 partecipanti, segno chiaro di fedeltà e di impegno: 1.300 malati, 260 sacerdoti — tra cui 4 Cardinali e 20 Vescovi — 600 giovani, 450 membri del personale sanitario, 350 bambini e 900 pellegrini.

Non sono soltanto numeri. Sono persone, vite dedicate agli altri.

La presenza di tanti giovani è particolarmente significativa. Non sono qui per obbligo, ma per scelta. Questo ci dice qualcosa di importante: la disponibilità al servizio del prossimo è viva e va sostenuta.

Al tempo stesso, il nostro Ordine guarda al futuro con speranza.

Sono attualmente in corso due cause di canonizzazione all’interno dell’Ordine: quella del Beato Gerardo, nostro fondatore, e quella di Fra’ Andrew Bertie, 78° Gran Maestro. Le affidiamo alla vostra preghiera, affinché possano proseguire il loro cammino.

Ma sia chiaro: venire a Lourdes non risolve i problemi del mondo.

Fa qualcosa di più profondo.

Ci ricorda chi dovremmo essere.

In un mondo sempre più freddo, siamo chiamati a essere più accoglienti.
In un mondo che isola, siamo chiamati a stare accanto agli altri.
In un mondo che dimentica i più deboli, siamo chiamati a rimetterli al centro.

Non è una scelta facoltativa. È la nostra vocazione: Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum.

I nostri membri e volontari vivono questa realtà ogni giorno — in Ucraina, in Terra Santa, in Libano e in tanti altri luoghi segnati dalla sofferenza. Non aspettano condizioni ideali. Operano anche nelle situazioni più difficili.

Lourdes ci ridona chiarezza.

Qui i malati sono al centro, non ai margini. E questo basta a mettere in discussione il modo comune di pensare.

Prima di concludere, torno alla Vergine Maria.

Nei momenti difficili non abbiamo bisogno di risposte complesse. Abbiamo bisogno di una guida. E come figli, ci rivolgiamo a nostra Madre.

Le chiediamo di aiutarci a rimanere fedeli.
Le chiediamo di mantenerci uniti.
Le chiediamo di mostrarci come metterci al servizio degli altri — non a parole, ma nei fatti.

Nostra Signora di Lourdes ci guidi in questi tempi difficili.
Ci avvicini gli uni agli altri.
E rafforzi la missione del nostro Ordine nel mondo.

Vi auguro un pellegrinaggio ricco di significato e benedetto.

Grazie.