Si è conclusa oggi, alla Villa Magistrale all’Aventino, la prima conferenza internazionale dei Ricevitori e dei Tesorieri del Sovrano Militare Ordine di Malta, dal titolo “A culture change”, che ha riunito a Roma i responsabili amministrativi delle Associazioni Nazionali e dei Priorati, impegnati nella gestione delle risorse e nel coordinamento delle attività umanitarie dell’Ordine nel mondo.
La mattina si è aperta con l’intervento del Grande Ospedaliere, Josef D. Blotz, dedicato all’Obsequium Pauperum, il servizio ai poveri e ai malati che costituisce il cuore della missione dell’Ordine nei 130 Paesi in cui è presente. Nel suo contributo ha richiamato i tratti distintivi dell’azione dell’Ordine – aiutare, sostenersi reciprocamente, pregare, perseverare ed essere moderni nella fedeltà alla propria tradizione – indicando alcune priorità strategiche: attenzione alle aree di crisi come Terra Santa e Ucraina, promozione della sostenibilità e della resilienza delle opere, cura delle risorse, centralità della dimensione spirituale e rafforzamento della rete di collaborazioni.
«Siamo orgogliosi della nostra eredità, della nostra tradizione e della nostra storia, ma soprattutto orgogliosi di ciò che facciamo. Dobbiamo unirci, parlare con una sola voce: unità di intenti, unità di messaggio.»
Sono quindi intervenuti Lorenzo Borghese e Fabio Bifulco, rispettivamente Presidente e Tesoriere dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, offrendo una panoramica sull’attività e sul modello organizzativo dell’Associazione, oggi tra le realtà più strutturate dell’Ordine. Fulcro delle attività è l’Ospedale San Giovanni Battista, specializzato in riabilitazione neurologica e motoria ed integrato con il servizio pubblico, affiancato da una rete di ambulatori e centri multispecialistici. Nel solco del “culture change”, è stato evidenziato come sviluppo sanitario, sostenibilità economica, chiara suddivisione delle competenze e dialogo costante con il Gran Magistero rappresentino le direttrici di una crescita che coniuga solidità gestionale e servizio ai pazienti, espressione concreta dell’Obsequium Pauperum.
A seguire, il Segretario Generale del Comun Tesoro, Giorgio Amodeo, ha richiamato il tema del “culture change” e il suo impatto sull’assetto organizzativo, sottolineando la necessità di un impegno concreto della governance per assicurare un cambiamento sostenibile. È necessario “invertire la piramide”, ponendo il centro al servizio delle realtà operative per rafforzare credibilità e coerenza. Un invito a sostenere questa nuova fase di lavoro, ribadendo che la credibilità nasce dalla trasparenza e da una stretta sinergia tra Gran Magistero e realtà locali. «Tutto ciò che facciamo è in effetti strumentale a supportare i nostri volontari in modo che possano portare avanti al meglio i loro progetti».
Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda dal titolo “Governance e trasparenza nelle istituzioni complesse: prospettive dal settore pubblico e dalla Santa Sede”, che ha visto il confronto tra Fra’ Francis J. Vassallo, Ricevitore del Comun Tesoro, Suor Alessandra Smerilli, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Dott. Alessandro Cassinis Righini, Revisore Generale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, e il prof. Franco Massi, Segretario Generale della Corte dei Conti. A moderare il dibattito il giornalista John Hooper, corrispondente per l’Italia e il Vaticano di The Economist.
Dal confronto è emerso che organizzazioni come l’Ordine di Malta e altre istituzioni religiose devono coniugare missione e sostenibilità economica, evitando che la ricerca della produttività ne comprometta i valori fondanti. È stata sottolineata l’importanza di trasparenza, comunicazione chiara e governance condivisa, ispirandosi a esperienze della Santa Sede e della Corte dei Conti italiana. La discussione ha richiamato la necessità di differenziare le strategie secondo le caratteristiche uniche di ciascuna realtà e di sviluppare piani di sostenibilità a medio-lungo termine.
L’ultima riflessione è stata affidata a Fra’ Francis Vassallo, che nelle sue conclusioni ha richiamato tutti a una responsabilità comune nella custodia e nel rafforzamento di un patrimonio spirituale e materiale costruito in oltre nove secoli di storia.
La tre giorni di Roma ha confermato che una governance finanziaria solida, fondata su trasparenza, accountability e collaborazione, è condizione essenziale per sostenere con efficacia l’Obsequium Pauperum e le attività dell’Ordine al servizio dei poveri e dei malati in tutto il mondo.





